ROMA, 4 MAG.Claudio Scajola, nel corso della conferenza stampa a convocata al Ministero questa mattina alle 11.30, ha annunciato le sue dimissioni da Ministro dello Sviluppo Pubblico Economico. “Non posso continuare a fare il ministro”- ha detto il ministro – “Devo difendermi”.

La decisione, che già circolava nell’ambiente, arriva in seguito alle pressioni relative ad suo un presunto coinvolgimento nelle indagini di Perugia sugli appalti per le grandi opere e l’acquisto di un immobile con vista sul Colosseo. Scajola è stato convocato al momento come persona informata dei fatti, ma se qualora ”dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata in parte pagata da altri senza saperne il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l’annullamento del contratto di compravendita” ha detto il Ministro. Quest’ultima, infatti, è la motivazione della decisione in quanto considera la politica quale “arte nobile [e] per esercitarla bisogna avere le carte in regola, senza sospetti” ha voluto sottolineare Scajola. Ha espresso anche la sua sofferenza, in questi dieci giorni, per essere stato vittima di un’operazione di screditamento mediante un processo mediatico su una vicenda nella quale non risulta esser indagato. Certo, però, che la sua estraneità sarà dimostrata e convinto che le sue dimissioni consentiranno al Governo di continuare serenamente il lavoro intrapreso, ha ringraziato il Presidente del Consiglio, i colleghi di governo e tutta la maggioranza per gli attestati di stima ricevuti e riconoscendo all’opposizione “un atteggiamento responsabile e istituzionale”.

Al termine della conferenza, Scajola ha lasciato la sala senza rispondere alle domande dei giornalisti.

Fabienne Bellizzi

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