BOLOGNA, 11 FEBB. – De Maria risponde alle critiche del partito richiamandolo all’unità, Prodi sfata l’illusione di una sua candidatura andando ad insegnare in Cina. Dopo aver pagato la gestione della vicenda di Delbono con la rinuncia alla corsa per le regionali, il segretario del Pd Andrea De Maria deve ora fare i conti con chi critica la sua linea all’interno del partito.

Ieri si è rivolto ai dirigenti del suo partito, accusandoli di essere chiusi al confronto precongressuale proprio in un momento di debolezza politica, in cui sono all’orizzonte gli attacchi della destra pronti a strumentalizzare la situazione in modo aggressivo e distruttivo, e li ha invitati a mettere da parte personalismi e ambizioni per combattere insieme la battaglia elettorale regionale.

Nel frattempo, molti nel Pd continuano a sperare ancora nella candidatura di Romano Prodi, speranza disillusa una volta per tutte dalla notizia diffusa dal Ceibs, scuola internazionale di commercio cinese, in cui l’ex premier dovrebbe insegnare per un anno.

Altri, come il movimento “Un nuovo Pd per Bologna”, nel tempo divenuto un gruppo organizzato in grado di vantare numerosi firmatari e sostenitori, e gli stessi dirigenti del partito chiedono un ricambio netto al vertice.

Maddalena De Donato

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