BOLOGNA, 10 FEB – Si evolve la diatriba sul post-Delbono e sull’imminente commissariamento del comune di Bologna. Dopo il fallito tentativo di fissare le elezioni comunali a fine marzo insieme alle regionali, entrano in campo anche altre voci: «Non aggiungiamo crisi alla crisi. Bologna non può stare più di un anno senza un governo che si occupi di migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro. Prima si vota e meglio è». Queste le parole pronunciate a nome di tutte le categorie economiche da Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio, in seguito alle dichiarazioni di Cicchitto che ha allontanato la possibilità di un voto a giugno lasciando intendere che, un eventuale commissariamento, non sarebbe poi così tanto anomalo in una situazione simile: «È avvenuto in tutte le città nelle quali si è verificata una crisi dell’amministrazione, nella normalità della legge. Non è che si può fare una legge solo per Bologna».

[ad#Adsense 200 x 200 Sport]Molto diverse, invece, appaiono le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che, già dall’inizio della vicenda, aveva manifestato la volontà di intervenire con un provvedimento ad hoc a patto di una totale convergenza di tutte le forze politiche su questo punto. Intervistato dall’agenzia Dire, il ministro ha ammesso: «Se il Parlamento facesse una “leggina”, a Bologna si potrebbe andare alle urne anche ad aprile-giugno, ma è il parlamento che deve farlo, non il governo».

E mentre per Gian Luca Galletti dell’Udc sarebbe meglio fissare l’appuntamento con le urne in autunno, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, ostenta interesse per la vicenda rimpallando le responsabilità: «Dopo tanto can can mediatico non vorrei essere rimasto l’unico che ancora pensa a Bologna. Oggi in commissione nessuno della sinistra ha sollevato il problema».

Ma l’IdV e il Pd non aspettano altro che la messa in atto di queste aperture da parte del Carroccio: «Presenteremo l’emendamento in commissione, se il ministro è favorevole lo appoggi» ammette la dipietrista Silvana Mura, mentre Salvatore Vassallo del Pd, commentando le dichiarazioni di Calderoli, dice: «Interpreto le parole del ministro come una conferma della sua disponibilità a sostenere un emendamento al decreto sugli enti locali che permetta di andare presto al voto a Bologna».

Mike Giacovazzo

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