Benito MussoliniBOLOGNA, 04 FEBB. – Benito Mussolini sempre al centro delle polemiche, neanche fosse un politico in attività. Stavolta, però, è toccata a lui la censura, quasi per un paradossale contrappasso della storia.

La Apple, infatti, ha cancellato l’applicazione “IMussolini” dai suoi prodotti, dopo che la proposta dei discorsi del Duce aveva scalato tutte le classifiche di vendita, consigliando al suo ideatore di raddoppiarne il prezzo.

E’ stato lo stesso Luigi Marino, tuttavia, “per non sapere né leggere né scrivere”, a rimuovere il software dal mercato dopo la minaccia dell’Istituto Luce: “Procederemo contro chiunque abbia impropriamente fatto uso e commercializzazione di materiale di nostra proprietà. Non abbiamo in alcun modo autorizzato la commercializzazione di tali filmati né al signor Luigi Marino, che risulta essere l’ideatore dell’applicazione, né tanto meno alla Apple”.

Lo sviluppatore si è comunque difeso dalle accuse, sostenendo di aver utilizzato materiale liberamente rinvenibile su internet; anche a questo proposito, però, è giunto l’anatema di Cinecittà”: è “odioso e diseducativo l’uso strumentale, e a fini economici, dei discorsi di Mussolini fuori dal contesto dell’analisi complessiva che caratterizza da sempre la produzione di documentari da parte di Cinecittà Luce”. Parole, queste, che ricordano le invettive della Chiesa “tridentina” contro l’”autodeterminazione” spirituale professata da Lutero, il quale abolì il medium sacerdotale per l’interpretazione delle Sacre Scritture.

Nel frattempo si erano levate proteste anche oltreconfine, come se la pubblicazione nuda e cruda di un fenomeno storico ne rappresentasse, per ciò stesso, l’apologia. Polemiche che non sono bastate a determinare nella Apple l’idea di censurare una buona fonte di guadagno. Evidentemente, nel caso specifico, più che di “storia-fobia” si è trattato di una banale questione di quattrini.

Antonio Del Prete