Silvio Berlusconi e Abu MazenBOLOGNA, 4 FEBBRAIO – Berlusconi, dopo il patto Russia-NATO siglato a Pratica di mare, ha provato in Israele ad accreditarsi come protagonista sulla scena internazionale. L’occasione è stata quella di una visita ufficiale, che ha visto il Presidente del Consiglio incontrare le maggiori personalità politiche israeliane, parlare alla Knesset ed essere ricevuto da Abu Mazen.

Sciorinando bon ton istituzionale ed impegnative espressioni di amicizia, il Cavaliere è stato ricambiato da un’accoglienza lusinghiera, conclusasi con il discorso molto applaudito nella sede del Parlamento di Gerusalemme. Tuttavia non è andato tutto liscio. D’altronde, si sa, la Terra di Palestina è un campo minato. Non troppo metaforicamente.

Infatti, come era prevedibile l’applauso israeliano quando il premier condannava Hamas e la “seconda Intifada”, le leggi razziali del ’38, la Shoah e i messaggi bellicosi di Ahmadinejad, altrettanto scontata è stata la reazione di Abu Mazen, il quale non ha mancato di ricordare a Berlusconi il rapporto Goldstone sui crimini di Israele.

Il Cavaliere da par suo, con la consueta “versatilità”, è riuscito ad essere sionista davanti alla stella di David ed anti-sionista con i vertici dell’ANP. Risultato ? Dopo aver “censurato” la resistenza palestinese e legittimato la risposta militare dello Stato ebraico, Silvio, scortato dal suo smagliante sorriso (Shimon Peres lo ha definito il leader più solare che abbia mai conosciuto), nel faccia a faccia con Abu Mazen ha accomunato, per il dolore provocato, la Shoah all’operazione “Piombo fuso”, con la quale l’esercito ebraico ha fatto strage di civili palestinesi.

Che dire ? Chissà se avesse usato le stesse parole spese con il capo dell’ANP davanti ai “fratelli maggiori” ebrei nella Knesset…

Antonio Del Prete