Vittorio FeltriCITTA’ DEL VATICANO, 04 FEBB – Sembrava che il pranzo tra Feltri e Boffo placasse gli animi. In realtà, il pranzo tra l’ex direttore di Avvenire e il direttore del Giornale ha avuto effetti indigesti. Qualche mese fa, Feltri attacca Boffo e lo costringe alle dimissioni, poi un invito a pranzo come simbolo di pace. Non è andata proprio così: l’incontro ha rianimato voci di complotti, retroscena e accuse. La ricostruzione dell’incontro sul Foglio di Giuliano Ferrara. Probabilmente, si parla di un “mandante istituzionale” nella Santa Sede. Voci che si annidano sul nome del direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian, il quale avrebbe ‘avvalorato’, in una telefonata fatta a Feltri, il documento falso contro Boffo e al suo “diretto superiore”, il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Ieri all’Ansa, Feltri si dichiara “stupito e incredulo” per il “chiasso” scatenatosi su fonte e mandanti del “dossier” falso recapitato al quotidiano. Lo stesso il 30 gennaio aveva parlato al Foglio di un informatore di cui “ci si doveva fidare direi istituzionalmente”, dice che la notizia “mi è stata consegnata da una persona affidabile del mondo cattolico, della Chiesa”. Per i nomi Feltri smentisce: “Si sbizzarriscano pure, ma io non ho fatto né il nome di Bertone né di Vian: non li conosco nemmeno perché, grazie a Dio, sono ateo. In queste vicende c’è sempre un mandante, ma io so solo chi mi ha dato l’informazione, peraltro poi verificata dalla nostra redazione di Roma”. Il direttore del Giornale dichiara di essere a conoscenza solo di chi gli ha fornito il dossier, confermando che nel pranzo, in un ristorante a Milano, non se ne è parlato. Continua Feltri: “Nella conversazione, Boffo non mi ha chiesto quale fosse la mia fonte perché ovviamente la sapeva già e la conosceva molto meglio di me”. Il pranzo per Feltri “è stato un incontro tra persone civili che avevano desiderio di conoscersi dopo tutto quello che è successo”.

Il direttore del Giornale insiste: “È sorprendente tutta questa attenzione sulla fonte della notizia e non sulla notizia stessa. Non si dibatte sulle molestie che sono documentate nella sentenza del tribunale di Terni, ma si fanno ipotesi sull’informatore”.

Intanto, il cardinale Bertone ha incontrato Benedetto XVI ed è “ovvio che il Papa sia al corrente di tutta la vicenda”. Qualcuno ha valutato la possibilità di presentare querela, però il Cardinale chiarisce: “Sono tutte invenzioni una sull’altra, come un castello di carte: aggiungi carta su carta e arriva il momento che cade da sé, non c’è neppure bisogno di soffiare”.

Preoccupazione anche nelle persone vicine all’ex direttore di Avvenire: “È spaventosa questa distorsione di immagine della Chiesa: esattamente quello che Boffo non vuole, che ha cercato di evitare con le sue dimissioni e con tutta la sua vita professionale”.

Rita A. Cirelli