Meredith KercherTre amici, Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede, si ritrovano in una casa di Perugia nella notte tra il primo e due novembre 2007. Meredith Kercher, studentessa inglese, in Italia per il Progetto Erasmus, è in casa. La ricostruzione dei fatti riporta ad una situazione erotica tra Amanda (coinquilina di Meredith – USA) e Francesco che fa scattare in Guede il medesimo desiderio verso Meredith, che però rifiuta Guede. Il tutto avviene tra le 22 e la mezzanotte. Che però sfocia, forse, in violenza sessuale. Intervengono nel fatto anche Francesco e Amanda. Un colpo mortale viene sferrato sul collo di Meredith che muore dopo una lunga agonia.

La mattina seguente arrivano i carabinieri. Un vetro rotto fa pensare ad un furto nell’abitazione. Meredith viene trovata morta. Amanda cerca di accusare il titolare del locale dove lavorava, Patrick Lumumba, dicendo che era presente sul luogo quella sera. Dichiarazioni poi verificate non vere. Il titolare viene prosciolto. Amanda Knox era molto gentile con i clienti, forse troppo e viene licenziata dallo stesso titolare che risulta innocente ed estraneo ai fatti. Amanda non aveva un buon rapporto con l’ex-titolare, cosa c’è di illogico nell’accusare qualcuno con cui hai avuto dei contrasti? “La Knox, Sollecito e Guede vengono rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di reclusione. Rudy Guede, che chiede rito abbreviato viene condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, in data 16 dicembre 2010. Per gli Amanda e Raffaele, si è richiesto il processo d’appello.

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Ottobre 2011: la Corte di Assise di Appello di Perugia, condanna Amanda Knox a 3 anni di reclusione per il reato di calunnia (verso altre persone che ha accusato), già scontati dall’imputata, e assolve con la formula di non aver commesso il fatto entrambi gli imputati (Amanda e Francesco). Non vengono dunque riconosciute le accuse di omicidio e di violenza sessuale, e per insussistenza del fatto dall’accusa di simulazione di reato, viene conseguentemente predisposta la scarcerazione immediata dei due. Inevitabili le critiche che ha suscitato la sentenza nell’ambiente giudiziario perugino e, nella stessa requisitoria, i Pubblici Ministeri avevano sottolineato l’anomalia di una vicenda giudiziaria così poco fluida. La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha presentato poi ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

In data 26 marzo 2013 la Cassazione annulla le sentenze di assoluzione del grado di giudizio precedente, con rinvio alla Corte d’assise d’appello di Firenze.

L’America si chiede come può essere che due persone assolte per gravi reati penali possano essere nuovamente sottoposte a processo.

Stefania Bonamassa