DAMASCO, 28 LUGLIO – Mentre la situazione in Siria continua a precipitare e l’esercito governativo ha appena iniziato l’assedio di Aleppo, una buona notizia per il nostro Paese è filtrata stamattina dagli organi di stampa siriani.

Sarebbero infatti liberi i due operai italiani che erano stati “fermati” in circostanze definite dalla Farnesina “poco chiare” il 17 luglio scorso mentre si recavano all’aeroporto di Damasco. Non è mai stato chiarito se i due fossero stati fermati dall’esercito regolare o dai ribelli che da mesi ormai si aggirano armati per le città.

La notizia della liberazione dei due nostri connazionali è stata diramata questa mattina dall’agenzia di stampa siriana “Sana”: “L’Esercito siriano ha liberato questa notte i due tecnici italiani che erano stati rapiti otto giorni fa da un gruppo armato in un sobborgo di Damasco”. I due infatti sarebbero stati rapiti da un gruppo di non meglio precisati dissidenti anti Bashar Al-Assad e sarebbero stati liberati dall’esercito durante il rastrellamento di alcune case occupate dai miliziani.

I due operai, che lavorano in Siria per una ditta genovese subappaltatrice dell’Ansaldo Energia, sono Oriano Catani, 64 anni, residente a Genova e Domenico Tedeschi, 36 anni, romano (i nomi vanno presi con cautela perché derivano dalla traduzione dall’arabo).

I due uomini sono comparsi per pochi minuti questa mattina in diretta alla tv siriana dove hanno rilasciato alcune dichiarazioni, sembravano in buono stato di salute.

“Chi ci ha rapiti? Lo vorremmo sapere anche noi”, ha affermato Catani, che ha proseguito dicendo che “è difficile poter dire chi, anche perché qui la situazione è molto confusa e quelli che ci hanno preso in consegna erano tutti a volto coperto”. Cantani ha raccontato che i loro rapitori li hanno via via spostati “in varie case”, è in una di quelle che l’esercito lealista li ha recuperati.

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I due italiani dovrebbero rientrare in Italia oggi, anche se come al solito quando si tratta di rapimenti internazionali, il condizionale è d’obbligo.

E’ stato molto cauto a riguardo anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi che stamattina ha parlato ai giornalisti. “Nella notte e in queste ultime ore ho seguito insieme all’Unità di Crisi e a tutto il personale della Farnesina e delle altre strutture dello Stato coinvolte la fase molto delicata della vicenda. Il rilascio dei nostri due connazionali da parte dei gruppi che li avevano trattenuti nei giorni scorsi è uno sviluppo molto positivo. Continuiamo a seguire la vicenda attraverso tutti i canali disponibili, attivati sin dalle prime ore, al fine di favorire una sua rapida conclusione con il definitivo rientro in Italia dei due cittadini italiani”.

Simone De Rosas