DAMASCO, 2 APRILEFallito definitivamente il tentativo di rovesciare lo stato siriano. Ad affermarlo è il portavoce del ministero degli Esteri del regime, Jihad Makdisi, relativamente al movimento di contestazione popolare e armata contro il potere  Lo riferisce l’agenzia ufficiale Sana che riporta un’intervista di Makdisi rilasciata alla televisione pubblica. “La battaglia per far cadere lo stato in Siria è terminata una volta per tutte e un’altra battaglia è cominciata, quella del consolidamento della stabilità e la costruzione della nuova Siria”, ha dichiarato.

Makdisi ha affermato che “lo stato deve informare i cittadini delle vere intenzioni delle decisioni diplomatiche e politiche che sceglie di intraprendere”. Porta come esempio la missione di Kofi Annan come inviato delle Nazioni Unite per la Siria e domanda perché la Siria l’abbia solo ammesso dopo lo scacco subito delle missioni precedenti Ha aggiunto che la sincerità e la trasparenza fortificano il cittadino siriano e gli fanno comprendere il motivo per il quale esce a manifestare nelle piazze.

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Ciò che la Siria chiede al mondo è di aiutarla invece di sottoporla a continue pressioni. Se l’obiettivo è aiutarla a garantire sicurezza e a realizzare delle riforme allora il Paese accoglierà favorevolmente l’aiuto.

Per quanto concerne l’esercito si ritirerà dalle aree urbane “una volta ripristinate la pace e la sicurezza. La sua presenza ha finalità difensive come la protezione dei civili”. Si tratta della risposta alla richiesta dell’ inviato dell’ Onu e Lega araba, Kofi Annan, affinchè il regime dia subito attuazione al suo piano di pace in sei punti che prevede anche il ritiro dei militari dalle strade delle città.

Alessandra Massagrande
Redazione Centrale

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