AUCKLAND, 26 GENNIAIO –  A seguito della maxi operazione del F.B.I.  volta a contrastare la pirateria informatica, il guru del file-sharing, Kim Schmitz, tedesco di 37 anni, a.k.a. (also knowed as) Kim Dotcom, rimane nel carcere in Nuova Zelanda. Il giudice, David McNaughton, ha infatti deciso di non acconsentire alla richiesta dei legali del megamiliardario galeotto di scarcerazione su cauzione poiché si pensa possa esistere un pericolo di fuga, quindi resterà in carcere fino al 22 febbraio del corrente anno insieme ad altre tre persone del gruppo “Mega Conspiracy”  (altre tre sono latitanti).

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Grazie alle attività di file-sharing su internet, criminose secondo la legge, Kim Dotcom, sarebbe riuscito a racimolare un modesto gruzzoletto da 50 milioni di dollari. Niente in confronto alle stime  della giustizia americana che accusano il creatore di Megaupload di reati informatici che hanno causato danni dell’ ammontare di 500 milioni di dollari.

Megaupload è stato chiuso, e i circa 150 milioni di utenti registrati sono stati lasciati senza accesso ai file immagazzinati negli immensi archivi del  server del sito. L’onda d’urto contro “Mega Conspiracy” colpisce oggi anche due nuovi siti con le medesime funzioni di condivisione, Taringa e Cuevana, argentini entrambi, con un traffico di persone non indifferente: sei milioni al giorno.

Pier Paolo Iafrate