BISHKEK, 7 APR. – L’esercito ha aperto il fuoco sulle migliaia di manifestanti dell’opposizione che assediano la sede del governo a Bishkek, capitale della repubblica centroasiatica del Kirghizistan. Nel frattempo l’avanguardia degli oppositori ha invaso e preso il controllo del Parlamento e, infine, hanno dato alle fiamme il primo piano della sede della procura generale. Nella sede del Parlamento, situata a pochi metri di distanza da quella della presidenza, anch’essa assediata dai manifestanti, sono entrate diverse decine di oppositori, che chiedono a muso duro le dimissioni del presidente, Kurmanbek Bakiev. Le truppe, secondo testimoni, hanno aperto il fuoco con proiettili veri contro i manifestanti fuori dalla presidenza e anche della sede dei servizi di sicurezza kirghisi, il Gsnb (l’ex Kgb dell’epoca sovietica).

Uno dei leader dell’opposizione kirghiza, Umurbek Tekebaiev, ha detto che 100 persone sono state uccise oggi negli scontri fra manifestanti e forze dell’ordine a Bishkek. Tekebaiev ha anche ribadito la richiesta alle autorità di dimettersi in blocco. In precedenza un medico del pronto soccorso di un ospedale della capitale, Akylbek Yeukebayev, aveva riferito che decine di persone sono rimaste uccise e 150 ferite quando le forze dell’ordine hanno sparato sulla folla.

Massimiliano Riverso

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