MILANO, 9 FEBPolemiche a non finire per “Paranormal activity”, il film horror campione d’incassi Usa. Il motivo? Fa paura. Sembra paradossale, ma il dibattito scatenato dal film sembra avere come problema centrale il fatto che questo horror faccia troppa paura e susciti, nei più giovani, reazioni preoccupanti. Sono molti i minori che, entrati nelle sale per un brivido, ne sono usciti a dir poco terrorizzati. Si parla di una ragazzina napoletana ricoverata e di altri spettatori colpiti da attacchi di panico, vomito, tremore.

A intervenire è il Codacons: l’associazione dei consumatori sta battendosi per ottenere che la visione del film venga vietata ai minori di 18 anni: “I casi accertati di attacchi di panico e gli altri effetti psicologici registrati nei minorenni, legati alla visione della pellicola, dimostrano chiaramente l’esigenza di vietarne la visione ad un pubblico di età inferiore ai 18 anni”. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, aggiunge: “I minorenni che in questi giorni hanno subito effetti legati alla visione del film, quali attacchi di panico, tremori, vomito, stato di choc, ecc…, potrebbero richiedere il risarcimento dei danni in tribunale”.

Non potevano mancare le reazioni del mondo politico, a partire dal ministro della Difesa La Russa, che ha chiesto di vietare la trasmissione del trailer di “Paranormal activity” almeno nelle fasce protette perché “fa più paura del film stesso”. Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, fa un appello al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, richiamandolo all’attenzione sul tema: “il film è ad alto contenuto ansiogeno e non è vietato ai minori: sta provocando numerosi casi di attacchi di panico e di problemi psicologici tra i giovani”.

Non è dato sapere se le polemiche di questi giorni otterranno una visione riservata ai soli maggiorenni: di sicuro otterrà che il film susciti ancora più interesse di quanto non ne abbia già.

Valerio Assalve

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