BOLOGNA, 25 NOVEMBREClaudia Koll, intervenuta come ospite d’onore alla seconda serata della settima edizione del “Popoli e regioni – Umbria Internationale Film Fest”, ha scioccato l’attonito pubblico del Cityplex Politeama rivelando col volto sereno uno degli episodi più intimi della sua vita: un tentato stupro quando era ancora una ragazzina.

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“Fu un evento – dice la Koll – che mi ha portato ad essere aggressiva, anche in modo invisibile. Perchè in realtà provocare con il mio corpo era un modo per reagire ad una ferita che avevo dentro. Non ho mai odiato gli uomini, però sapete cosa accade quando una ragazzina subisce un tentativo di violenza? Si accorge del potere che ha sull’uomo, perché vede l’altro che perde la testa. Questo mi colpì e questo io ho ricercato per anni con scelte che oggi non farei mai. Ma il mio era un modo per vendicarmi. Era un modo per curare quella ferita. Ma solo Dio mi ha guarito”.

Della scelta di interpretare “Così fan tutte” di Tinto Brass, la Koll dichiara che fu un errore che la segnò a livello professionale, perchè le proposte che ricevette in seguito furono tutte dello stesso tipo, per rifiutarle per un anno smise addirittura di lavorare. “Come tutti gli adolescenti anche io mi sono persa, ho smesso di frequentare la chiesa ed ho iniziato a rincorrere altri sogni e altri desideri. Ma se avessi affrontato questo sogno di diventare attrice con la forza di Dio e con la Fede certo sarebbe stato diverso, non mi sarei buttata via. Mi sentivo sola e non credevo nemmeno molto nelle mie capacità, così la prima occasione che mi e’ stata offerta l’ho colta al volo. Sono stata usata, ma pensavo, a mia volta, di poter usare quell’ esperienza per fare carriera”, ha ammesso l’attrice.

Floriana Bonanno