Gli amanti passeggeri di Almodovar, una commedia per esorcizzare il presenteAmore, sesso, morte, vita, paura, ansia, equilibri precari: in una parola Pedro Almodovar.

Gli amanti passeggeri” è l’ultima pellicola che consacra il regista spagnolo. Dopo i noir e i thriller pingui di pathos  – Volver, Gli abbracci spezzati, Tutto su mia madre, La pelle che abito – “Gli amanti passeggeri” è un ritorno alle origini, al voler denunciare la realtà attuale ma con un pizzico di spensieratezza ed ironia in più. Tutta l’azione si svolge su un areo che è in caduta libera ed i passeggeri presi dalle loro ansie e dalla paura di morire e di non sopravvivere si aprono ai racconti del cuore. Le vicende si intrecciano inevitabilmente, le vite ora sembrano tutte assieme unite, senza mai essersi divise. La comunicazione verbale è l’unico canale per la sopravvivenza, per combattere la paura e far vincere la pulsione vitale. In molte inquadrature è possibile notare come gli schermi del veivolo siano spenti.

[smartads]

In pieno stile Almodovar è la normalità e serenità con cui affronta le tematiche omosessuali sempre presenti, o quasi, nelle sue sceneggiature. Immancabile quindi anche ne “Gli amanti passeggeri”.  La commedia di Almodovar ci lascia con uno spunto: l’aereo – società-  in caduta libera, riuscirà a far scampare la catastrofe ai suoi passeggeri – noi tutti – o diventeranno quest’ultimi rottami assieme alla carcassa dell’aereo?

Martha Latorre