Amy Winehouse morta per alcoolLONDRA, 10 GENNAIO – La cantante Amy Winehouse è morta fra bottiglie di vodka rivedendo le sue esibizioni su YouTube. La cantante, unica nel suo genere, fu rinvenuta il 23 Luglio del 2011 nella sua casa di Londra da Andrew Morris, sua guardia del corpo.

Dopo più di anno, pochi giorni fa, il Coroner britannico ha sentenziato che a causare la morte della cantante sia stato un eccesso di alcool presente nel sangue di Amy in quantità 5 volte più grande della norma.

Amy ha provato per anni a riprendere in mano la sua vita. Una vita fatta di solitudine, di lacrime, di amori sbagliati e complicati, di parole, di note, di canzoni.

Una vita fatta però anche di emozioni forti, intense, folli.

They tried to make me go to rehab but i said no, no, no’…” cantava in “Rehab” successo mondiale del 2006, che la lanciò nell’olimpo delle pop star permettendole di vendere quasi 150.000 copie in Gran Bretagna tra copie fisiche e download.

In realtà in rehab alla fine ci è andata; ha provato a disintossicarsi, a liberarsi da questa dipendenza dall’alcool, dalla bottiglia. Alla fine però, come sappiamo tutti, l’alcool ha avuto la meglio battendo in una tragica notte la solitaria anima di Amy.

La notte del 22 Luglio del 2011 la cantante l’ha trascorsa da sola nella casa di Camden Town mangiando del cibo indiano e riguardando le sue esibizioni su YouTube.

E’ morta in un certo senso guardandosi allo specchio, rivivendo la sua vita, riascoltando le canzoni che le hanno permesso di brillare nel firmamento della musica mondiale.

Un talento unico, indiscutibile, irraggiungibile. Sicuramente irripetibile nel suo genere.

Emanuele Ambrosio