MILANO, 15 NOVEMBRE – Una Caporetto per il Milan e il capolinea per Allegri. Più di un tifoso milanista ha interpretato così la sconfitta in casa con la Fiorentina per tre a uno.

LA CONFERMA – Chi era di questo parere ha avuto ragione a metà: sul de profundis dei rossoneri non c’è molto da dire: i due goal presi nel primo tempo mostrano, ancora una volta, l’imbarazzante condizione fisica e mentale della difesa milanista, mentre il rigore di Pato, che poteva rimettere in carreggiata una partita nata male per la squadra di Allegri, mette di nuovo sotto accusa non tanto il Papero, quanto chi lo ha voluto in campo (e in squadra). L’infortunio di Bonera negli ultimi minuti della gara, infine, testimonia la scarsa fortuna dei rossoneri in questo campionato, ma anche una gestione poco attenta degli uomini a disposizione, visto che è già la seconda volta che il Milan finisce in dieci per aver già eseguito tutti i cambi, la prima fu con la Sampdoria e anche lì finì con una sconfitta in casa.

Per quanto riguarda il destino di Massimiliano Allegri, il tecnico livornese ha incassato nuovamente la fiducia dei massimi dirigenti rossoneri, una fiducia rinnovata addirittura nella villa milanese del presidente Silvio Berlusconi, che non aveva avuto parole tenere per Allegri per un pareggio agguantato in extremis in casa del Palermo dopo un doppio svantaggio e una grintosa rimonta. Dunque, il mister è stato riconfermato sia da Adriano Galliani che da Berlusconi in persona, con l’amministratore delegato che prova a stare vicino alla squadra nel momento di difficoltà: «Tutti noi stiamo provando a rincuorare la squadra. Ci prova l’allenatore, ci provo io, ci proverà il presidente». Poi la rassicurazione definita: «La conferma di Allegri non è assolutamente a tempo».

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Dopo la rabbia espressa nel dopo gara di Palermo, potrebbe sembrare strano che una sconfitta così netta, sia ne risultato che nel gioco espresso, sia stata accettata con il classico buon viso a cattivo gioco. Potrebbe, ma forse non è così strano: se è vero che la squadra dovrebbe dimostrare più dei 14 punti conquistati finora, è pur vero che i problemi del Milan difficilmente potrebbero essere risolti con il cambio di allenatore e forse nemmeno nel mercato di gennaio, quando la situazione potrebbe essere già compromessa.

MERCATO – Ad ogni modo, parlando del mercato di gennaio, si prevedono operazioni in uscita nella rosa del Milan. Il nome eccellente in partenza è quello di Robinho: complice lo strepitoso avvio di El Shaarawi e la crescita di Bojan, il brasiliano potrebbe essere ceduto al  Santos  per circa 9 milioni di euro, ai quali il Milan deve aggiungere il risparmio dei quattro milioni netti di ingaggio che percepisce l’attaccante. Vicino all’addio anche l’oggetto misterioso Traorè, in direzione Premier League. Nella tanto bistrattata difesa milanista, uno tra Zapata e Acerbi verrebbe ceduto per far posto al 24enne difensore brasiliano del Vasco Da Gama, Dedè, a lungo seguito da Braida. Proprio in questo settore, il Milan deve agire attentamente: la cessione di Ibrahimovic poteva essere in parte ovviata dal parco attaccanti di cui il Milan disponeva, ma non rimpiazzare Thiago Silva è stato un errore imperdonabile nella costruzione di una difesa che non ha ancora dei titolari ben definiti, oltre a mancare di qualità. I goal di Aquilani e Borja Valero stanno lì a testimoniarlo.  

Giovanni Gaeta