GRAVINA DI PUGLIA, 24 FEBBRAIO – Da un atto dell’inchiesta sulla morte dei fratellini di Gravina di Puglia Ciccio e Tore, spunta una telefonata che il padre Filippo Pappalardi fece alla questura di Bari chiedendo di verificare circostanze della scomparsa dei figli.

Al commissario Barbara Strappato, Pappalardi descrive con dovizia di dettagli circostanze e protagonisti di un’assurda sfida infantile che ha portato alla scomparsa dei suoi figli il 5 giugno 2006.

L’uomo parla del luogo dove sono poi stati ritrovati i corpi dei bambini, di un altro bambino che giocava con loro quel pomeriggio. Cita nomi, cognomi, numeri di telefono, prove indiziarie che avrebbero potuto condurre ad una puntuale risoluzione del caso della scomparsa, se verificati subito.

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Grazie alla determinazione della madre dei bambini, ex- moglie di Pappalardi, che ha portato avanti con convinzione la sua battaglia per la verità in questa storia, finalmente, emerge un quadro chiaro di ciò che potrebbe essere accaduto.

Una puerile ed incosciente sfida di coraggio proposta ad uno dei due ragazzini, si è sviluppata in una tragedia che ha commosso tutto il paese.

Luca Brandetti