MILANO, 21 FEBBRAIO – Il cantate degli Articolo 31 va su tutte le furie per il plagio che avrebbe subito nel 2002 e minaccia denunce

Il cantante J.Ax è andato su tutte le furie quando ha scoperto la somiglianza tra alcuni passaggi della sua canzone “Gente che Spera” (2002) e il nuovo inno del PDLGente della Libertà” presentato durante un meeting del suo partito, l’altra sera a Villa Gernetto.

La cocente scoperta da parte del cantante è avvenuta quando sul Social Network Twitter qualcuno ha fatto notare le aderenze di contenuto tra i due testi. Il cantante avrebbe poi minacciato di denunciare Mr. B per plagio scrivendo in un tweet: “Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile €@%%0!».

Analizziamo la cosa con un minimo di buon senso. Quello che viene da chiedersi è perché il PDL sceglierebbe di copiare una canzone di J. Ax?

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La verità è che in Italia, da sempre, la produzione culturale, specie quella pop delle canzonette, quella confezionata come colonna sonora del party “tarallucci e vino” infinito, cavalca una tigre sfacciatamente ruffiana. La speranza può diventare la trappola peggiore per un popolo. I risultati li abbiamo davanti agli occhi. La speranza è il solo terreno in cui attecchiscono i paternali uomini della provvidenza.

Chi usa la libertà come filtro ideologico è di certo invece troppo occupato a farsi bene gli affari propri.

La vera libertà presuppone la condivisione del benessere, la solidarietà sociale, non c’è libertà senza uguaglianza. Ford sosteneva che doveva mettere i propri operai nella condizione di poter acquistare le auto che producevano i suoi stabilimenti. Ford era un campione tra i liberisti.

Poniamo bene attenzione le idee che ci vengono spacciate. Diventarne dipendenti è un attimo.

Luca Brandetti