PALERMO, 8 FEBBRAIO – Un delitto consumato tra le mura di casa, una separazione che all’apparenza non sembrava traumatica. Invece qualcosa è scattato nella testa di Rinaldo D’Alba, carabiniere 39enne, dal 1995 operativo a Palermo.

In preda ad un raptus omicida ha preso l’arma di servizio, l’ha puntata al petto della giovane moglie e ha sparato. Poi ha rivolto l’arma verso se stesso e si è ucciso. Un classico omicidio suicidio frutto della disperazione e dell’umore nero.

Tutto è avvenuto all’interno dell’alloggio della caserma dei carabinieri dove la donna, Rosanna Siciliano, viveva con le due figlie di 8 e 12 anni da quando si era separata dal marito. E proprio le bambine sono state testimoni oculari dell’immane tragedia. E’ stata la più grande ad avvertire i carabinieri e chiamare l’ambulanza. Inutili i soccorsi del personale medico del 118, per Rinaldo e Rossano la morte è stata istantanea.

La coppia si era separata 12 mesi fa, una decisione presa di comune accordo. I conoscenti, sentiti dall’Arma nelle ultime ore, descrivono i rapporti tra i due come sereni e nessuno poteva immaginarsi una tragedia di tale entità.

Redazione