PAVIA,10 GENNAIO –  Scene, pur nella tragedia, degne del miglior gangster movie di Hollywood quelle a cui è stata costretta ad assistere ieri sera la clientela di un locale notturno del Pavese, scene che sono purtroppo culminate con l’esecuzione spietata, a sangue freddo, di un giovane albanese.

Più di 500 persone affollavano l’interno del Sayonara, pronti a godersi la serata domenicale nel locale di Vigevano, provincia di Pavia, quando tre uomini si sono fatti strada nella folla fino a raggiungere quella che poi sarebbe diventata la vittima della serata di sangue, tranquillamente accomodata al bancone del bar. Uno dei tre ha abbracciato l’uomo, un gesto di apparente amicizia che si è rapidamente rivelato per quello che era realmente: l’inizio dell’esecuzione. Immediatamente dopo hanno fatto la loro comparsa le pistole, tre detonazioni in rapida successioni scatenavano il panico tra la folla, tre colpi calibro 7,65 raggiungevano la vittima alla tempia destra facendola stramazzare a terra, dove veniva raggiunta da altri due, probabilmente inutili, colpi di grazia prima che i killer si dileguassero facendo perdere, almeno al momento le loro tracce.

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Edmond Shtjefni, questo il nome della vittima che aveva compiuto da circa un mese i 32 anni, risiedeva ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, dove aveva obbligo di firma nel locale comando dei carabinieri essendo stato coinvolto in alcuni piccoli furti d’auto. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori il giovane albanese avrebbe cercato di fare il salto di qualità, entrando nel giro della prostituzione, motivo per cui si ipotizza che si tratti di un regolamento di conti a seguito di qualche sgarro commesso. Gli assassini sarebbero infatti anche loro albanesi, appartenenti forse a qualche organizzazione rivale a quella di Shtjefni, continuano serrate le indagini degli investigatori.

Matteo Borile