ROMA, 2 MARZO – Chiuse le indagini a Roma sulla vicenda che ha coinvolto l’ex governatore del Lazio, Marrazzo, come vittima di un presunto ricatto per le sue frequentazioni di trans, documentate in video.

Al ricatto che sarebbe stato tentato nei confronti di Marrazzo si ricollegano altri episodi, tra cui la morte del pusher e protettore di trans, Cafasso. Una morte per overdose, indotta però consapevolmente da chi gli diede la droga, ipotizzano i Pm.

Otto indagati: si tratta di quattro carabinieri all’epoca dei fatti in servizio nella caserma della compagnia Trionfale, Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino, della trans Josè Alexander Vidal Silva (Natali), sorpresa con Marrazzo il 3 luglio 2009 nel suo appartamento di via Gradoli, e di tre pusher, Emiiano Mercuri, Massimo Salustri e Bruno Semprebene.

Associazione per delinquere, omicidio volontario aggravato, concussione, violazione della legge sulla droga, perquisizioni illegali, rapina e favoreggiamento i reati indicati nei 26 capi d’accusa.

Redazione