TARANTO, 8 NOV. – Molte cinture, per diametro e lavorazione, potrebbero essere a prima vista compatibili con le tracce di strangolamento rilevati sul collo di Sarah nell’esame autoptico. Spetterà ai carabinieri del Ris di Roma, ai quali è stata consegnata la maggior parte delle cinture sequestrate, trovare qualche elemento che dia una certezza sull’arma del delitto.

L’ultima versione sul delitto di Avetrana fornita da Michele Misseri fa comunque discutere e aprirebbe, se trovasse elementi precisi di riscontro, nuovi scenari: ad uccidere Sarah è stata Sabrina, il padre in quei frangenti stava riposando in casa, l’arma del delitto è una cintura da jeans e il contadino, prima di occultare il cadavere, ne ha abusato, confermando dunque la parte più orribile del racconto.

“Quel pomeriggio del 26 agosto – secondo l’ultimo racconto di Misseri – Sabrina avrebbe atteso dinanzi a casa la cugina, con la quale aveva appuntamento per andare al mare insieme a Mariangela, per chiarire definitivamente  i rapporti con l’amico comune di comitiva Ivano, del quale la stessa Sabrina, secondo quanto dichiarato dalle sue amiche, sarebbe stata molto gelosa. Sabrina avrebbe convinto Sarah ad entrare in garage dove la discussione sarebbe degenerata, tanto che Sabrina avrebbe perso la testa strangolando alle spalle la cugina con una cintura che si trovava lì. A quel punto Sabrina sarebbe corsa in casa svegliando il padre che riposava. «Vieni subito» gli avrebbe detto, facendo capire che era accaduto qualcosa di molto grave. In garage, trovato il corpo di Sarah, papà Misseri avrebbe detto a Sabrina che avrebbe pensato lui a nascondere il cadavere, mentre la figlia usciva in strada per incrociare Mariangela che stava arrivando in auto. Quando Sabrina e Mariangela si sarebbero allontanate da via Deledda, dopo un paio di giri infruttuosi alla ricerca di Sarah, Misseri avrebbe portato il cadavere, caricato nel bagagliaio dell’auto, in campagna, violentandolo prima di occultarlo. Per calare nel pozzo il corpo, il contadino lo avrebbe legato al collo e ai piedi con una grossa corda, poi sfilata e portata via: sarebbe la stessa corda, ha detto Misseri, trovata ieri dai carabinieri nella Opel Astra della moglie, Cosima Serrano.

Questa terza ricostruzione completa fatta dal contadino in un mese è davvero quella definitiva?

Redazione