Gianfranco StevaninVERONA, 2 SETT. – Questa la richiesta di un pluriomicida, desidera scontare le proprie colpe non più nel carcere ma in un convento francescano, vuole usare il resto della propria vita per aiutare i più bisognosi, dice. L’opinione si divide, può un uomo che ha ucciso, seviziato e seppellito nella sua campagna sei donne, provare colpa, desiderare perdono, credere in Dio?

[ad#Cpx 300 x 250]L’ordine francescano sta valutando la richiesta di Stevanin, per giudicare la veridicità della sua vocazione gli è stato affiancato un frate che lo segue ormai da mesi. Padre Clemente Moriggi, responsabile della Fondazione Fratelli di San Francesco dichiara «come per l’assassino di Santa Maria Goretti, anche Gianfranco è un essere creato da Dio che adesso Dio intende ritrovare». L’avvocato del serial killer, Cesare Dal Maso, dichiara che il suo assistito ha sempre manifestato una forte fede cristiana, diventata ancor più forte dopo la morte della madre, alla quale Stevanin era fortemente legato. Dal Maso è convinto che la vocazione del suo assistito «sia vera e sentita aiutato in questo anche dalla stretta vicinanza con i frati del carcere».

Stefania Cugnetto

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