ROMA, 7 MAGGIO – È stato premiato al London Frigthfest 2009 e al Buenos Aires Rojo Sangre 2010, al “Trieste Science + Fiction” e all’Oporto Fantasporto. In Texas la proiezione è già sold out e sbarcherà anche a San Francisco, in Svizzera, Germania, Gran Bretagna e Medio Oriente. Negli Usa uscirà direttamente in tv (Isc Channel) e poi in dvd. In Italia lo vedremo nelle sale dal 14 maggio: “Shadow”, film horror di Federico Zampaglione dei Tiromancino, sta conquistando il mondo.

«Non mi aspettavo reazioni così entusiastiche», ammette Zampaglione, fan della prima ora di questo genere cinematografico. La critica parla di “nuovo Dario Argento”. «Penso sia una definizione assolutamente eccesiva – commenta – Dario è un maestro, ha fatto la storia dell’horror. Io ho fatto solo un film dell’orrore». Il film avrebbe dovuto essere prodotto proprio da Argento, ma poi non si sono trovati i finanziamenti. Finché è arrivato Massimo Ferrero: «È uno dei pochi generi che avrà sempre un pubblico di fedelissimi. All’estero è molto curato, in Italia invece non è molto frequentato, è molto faticoso trovare finanziamenti. Ma nonostante “Shadow” sia un film estremo e visivamente ardito, Ferrero ha creduto in me, mi ha lasciato fare il film che volevo».

In realtà, per Zampaglione «gli italiani hanno smesso di fare questo genere per farlo nella vita. Stiamo vivendo l’horror più di chiunque altro. Il nostro stare peggio è voluto dagli italiani. Noi stessi stiamo facendo di tutto per auto-affossarci. Quando vai all’estero ti chiedono “ma perché non fate niente?”. E uno non sa cosa rispondere», dice il cantautore-regista. «A livello culturale – spiega – bisognerebbe ricominciare a pensare che esiste una cultura in Italia. Tutto ciò con cui veniamo bombardati è lontanissimo dalla cultura. Basta accendere la tv: ore e ore di programmi inverosimili, con ospiti che non si sa cosa stiano a fare. Ma questo ormai – prosegue – fa parte del gusto horror degli italiani».

“Shadow” ruota intorno a un soldato (l’americano Jake Muxworthy) che tornato dall’Irak cerca sollievo e fa un giro in mountain-bike per l’Europa. Incontra una ragazza (Karina Testa) e il loro viaggio si trasforma in un incubo, inseguiti da due cacciatori spietati (uno dei quali è Chris Coppola, nipote del famoso regista) e poi ostaggi di uno strano macellaio, Nuot Arquint (dal suo personaggio, il Male in persona, nascerà una linea di fumetti). Il finale non è a lieto fine. Non c’è comunque contraddizione totale tra la musica e l’horror: «L’horror è molto connesso ai suoni – dice Zampaglione – , anche se poi la musica usata nel film non c’entra niente con quella dei Tiromancino».

Dopo il precedente “Nero bifamiliare”, fare questo film era un «sogno nel cassetto». Ma è già al lavoro sul nuovo album, che uscirà in autunno.

Ansa

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