[ad#Adsense 200 x 200 Sport] SERSALE, 11 FEBB.Sono stati effettuati gli esami medico legali sui resti del corpo carbonizzato. Un lavoro complesso, portato avanti questa mattina su incarico del sostituto procuratore presso il Tribunale di Crotone Nicola D’Amato. Dagli esami autoptici non sarebbero emerse ulteriori novità, dal momento che i resti recuperati sono completamente carbonizzati. Per questo, è stato necessario procedere con l’estrazione del Dna.

Tuttavia, il pm D’Amato sembra nutrire pochi dubbi sulla vittima del macabro rituale di mafia. L’ipotesi sempre più concreta è che i resti possano appartenere a Giuseppe Lia, del quale non si hanno più notizie dalla mattinata di ieri.

I carabinieri hanno ascoltato nelle ultime ore alcuni parenti e conoscenti del 43enne, nel tentativo di ricostruire gli ultimi istanti in cui è stato visto. L’uomo era stato fermato pochi giorni fa, proprio a bordo della macchina, per alcuni controlli di rito, ma l’utilizzo dell’automezzo risulterebbe anche da altre segnalazioni effettuate dalle forze dell’ordine.

Giuseppe Lia è già noto alle forze dell’ordine per essere stato indagato in alcune inchieste giudiziarie, una delle quali con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. A questo si aggiungerebbero i presunti legami tra lo stesso Lia e la faida della Presila, con quattordici omicidi portati a termine nella area di Sersale. Legami che deriverebbero dai rapporti che lo stesso Lia avrebbe avuto con la cosca Pane-Iazzolino. Bisognerà attendere, comunque, circa trenta giorni prima di avere l’ufficialità sull’identità dei resti attraverso l’esame del Dna.

M.Riv.
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