BOLOGNA, 7 FEB. L’ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, l’uomo della “storica impresa”, quella che ha portato alla guida di Palazzo d’Accursio, per la prima volta dal dopoguerra, una coalizione di centro – destra, fa il punto della questione ai microfoni di Telesanterno.
La situazione, secondo Guazzaloca, è chiara: esiste una resp
onsabilità precisa del dimissionario Delbono. “Qui la responsabilità è una sola, quella del sindaco e dei suoi amichetti”. Il resto della bagarre viene montato ad arte per far dimenticare ai cittadini la causa reale della tragedia politica che si è abbattuta su Bologna.

[ad#Bologna Notizie 234 x 60] Il commissariamento, eventualità ormai certa, descritto in lungo e in largo come il male peggiore per la politica cittadina, viene salutato da Guazzaloca con una punta di ironia: “Sono sei anni che siamo commissariati. Siamo stati commissariati con Cofferati, il quale non ha fatto nulla se non finire le due iniziative importanti che avevamo avviato noi” (ndr. la nuova sede degli uffici comunali in Piazza Liber Paradisus e il MAMbo, la Galleria d’Arte Moderna)”. Un commissariamento che, secondo Guazzaloca, è proseguito anche nell’era Delbono dove la Giunta avrebbe continuato ad impegnarsi nella pura e semplice “amministrazione”, con un solo grande evento mediatico, quello della pulizia dei muri, se non fosse che “nella realtà aveva 200mila euro”, ma ne servivano 2milioni. Bologna con il commissario sicuramente “non ci rimetterà perchè qui non abbiamo avuto dei sindaci”, ma persone che sono state volute dai partiti, “imposte” alla città anche attraverso delle primarie “abbastanza pilotate”.

La speranza per il futuro della città, prosegue Guazzaloca, è che “Bologna abbia toccato il fondo, perchè solo toccando il fondo ci si può rialzare”.

[ad#Bologna Notizie 180 x 150] Ripartire dal passato, questa la ricetta offerta dal grande escluso dal ballottaggio del giugno scorso: “in 60 anni di potere quasi assoluto (ndr. da parte del centro – sinistra) hanno creato di per sé una malattia: contiguità, amicizie, l’idea di sentirsi sopra ogni regola, il fatto di essere autoreferenziali, di vedere il mondo solo attraverso la politica”. Insomma, per Guazzaloca è giunto il momento di un vero cambiamento, di una metamorfosi di un sistema malato e inguaribile che non fa altro che auto alimentarsi: “con questo sistema si rischia di rimpiangere Delbono – avvisa Guazza – come Delbono ha fatto rimpiagere Cofferati”. Poche risorse, nessun progetto: la data zero della nuova politica cittadina dovrebbe scattare il prima possibile, pena l’abisso.
Ripartire ab urbe dovrebbe significare, prima di tutto, smettere di pensare che “tutti possano fare il sindaco”: il Consigliere comunale sottolinea come la carica di sindaco sia probabilmente una tra le attività più difficili che esistano al mondo e allora, che sia chiaro, non tutti possono ricoprirla. “Ho sentito dei nomi, alcuni dei quali penso potrebbero fare il Sindaco del Bar Sport”. E affonda dicendo che non basta andare allo stadio, essere simpatici o bononi: “ci vogliono attitudini, capacità, storie personali. Si tratta di avere la capacità, il prestigio, l’autorevolezza per coinvolgere la città”.

Riguardo la candidatura di Prodi, sulla quale l’ex sindaco aveva nei giorni scorsi espresso parere positivo, Guazzaloca precisa: “non è che io sia diventato un prodiano, però dico che lui ha il prestigio, la storia, lo spessore, per mettere in moto quel circolo virtuoso del quale ho parlato. Non è l’unico ma sicuramente ha queste possibilità”. Riguardo Mazzuca, invece, senza peli sulla lingua, Giorgio Guazzaloca boccia la candidatura: “una candidatura che è nata male, è nata morta. Credo che il buon Mazzuca dovrà rassegnarsi, ma penso che si sia già rassegnato”.

Giuliana Sias

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