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		<title>Caso Lusi, «Ho dato 70mila euro a Renzi» ed il sindaco toscano risponde «mai preso una lira»</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, 17 MAGGIO – Per tre ore martedì sera Luigi Lusi ha parlato alla Giunta per le autorizzazioni del Senato. L’ex tesoriere della Margherita ha consegnato una memoria in cui compaiono nomi e cifre. Tra i protagonisti torna Matteo Renzi che da Facebook e Twitter risponde picche alle accuse di aver preso soldi dal partito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/03/Luigi-Lusi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-33111" title="Luigi Lusi" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/03/Luigi-Lusi-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>ROMA, 17 MAGGIO – Per tre ore martedì sera Luigi Lusi ha parlato alla <strong>Giunta per le autorizzazioni del Senato</strong>. L’ex tesoriere della Margherita ha consegnato una memoria in cui compaiono <strong>nomi e cifre</strong>. Tra i protagonisti torna <strong>Matteo Renzi</strong> che da Facebook e Twitter risponde picche alle accuse di aver preso soldi dal partito di Rutelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Lusi ha già detto tutto ai magistrati e su di lui pende una <strong>richiesta di arresto della procura di Roma</strong> per cui i colleghi del Senato si dovranno pronunciare in merito all’eventuale <strong>immunità</strong>. L’accusa nei suoi confronti è appropriazione indebita. Lusi avrebbe sottratto dalle casse della Margherita 21milioni di euro utilizzati per affari personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’audizione, Lusi si sarebbe difeso dalle accuse affermando che «<strong>Io ero il tesoriere ovvero il bancomat del partito</strong>. Io ero il garante di una spartizione 60/40 tra popolari e rutelliani». Non sentendosi, dunque, responsabile personale della mala gestione dei fondi del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, Lusi ha riaffermato di aver dato a Renzi 70mila euro. «<strong>Renzi ha richiesto dei soldi</strong>, circa 100mila, anzi 120mila euro suddivisi in tre fatture», queste sarebbero le parole dell’ex tesoriere, «poi Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70 mila euro». Nel suo incarico, ha specificato Lusi «Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti».</p>
<p style="text-align: justify;">Secca <strong>la replica del primo cittadino</strong> di Firenze che afferma «Lusi due la vendetta torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. <strong>Due mesi fa erano 140mila euro. Oggi siamo scesi a 70mila. Sarà la crisi</strong>». Renzi conferma di avere mai preso soldi dalla Margherita e rincara la dose «Fuori le carte, i conti, le fatture e vediamo chi dice bugie».</p>
<p style="text-align: justify;">«Se qualcuno pensa di usare di mezzucci per mandare messaggi in codice», continua Renzi «sappia che mi hanno insegnato che <strong>si deve aver paura di tante cose, ma mai dei ladri</strong>. E che il posto dei ladri non è (o non dovrebbe essere) il Parlamento».</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Lega: Bossi indagato per truffa ai danni dello Stato</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO, 17 MAGGIO – I Pm milanesi hanno iscritto, ieri, sul registro degli indagati Umberto Bossi e i suoi due figli Renzo e Riccardo. Le accuse sono diverse: per il padre si parla di truffa allo Stato in concorso con l’ex tesoriere Belsito, per i figli si parla di appropriazione indebita. I fattacci vanno fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/03/Umberto-Bossi-Lega-Nord.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30719" title="Umberto Bossi Lega Nord" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/03/Umberto-Bossi-Lega-Nord-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>MILANO, 17 MAGGIO – I Pm milanesi hanno iscritto, ieri, sul <strong>registro degli indagati Umberto Bossi</strong> e i suoi due figli <strong>Renzo e Riccardo</strong>. Le accuse sono diverse: per il padre si parla di <strong>truffa</strong> allo Stato in concorso con l’ex tesoriere Belsito, per i figli si parla di <strong>appropriazione</strong> <strong>indebita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I fattacci vanno fatti risalire, secondo la Procura di Milano, alla <strong>gestione “alternativa” dei rimborsi elettorali</strong> per l’anno 2010. Dagli atti emerge che <strong>il presidente fondatore della Lega era informato dell’uso improprio</strong> della notevole cifra, <strong>18milioni di euro</strong> solo nel 2011, che Belsito gestiva in favore della Family. Sia l’ex tesoriere del carroccio, sia la segretaria amministrativa Nadia Dagrada hanno aggiunto ai magistrati che non solo Bossi sapeva, ma approvava la dissipazione di denaro a favore dei suoi familiari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ai figli</strong> del Senatur sarebbe stata corrisposta <strong>una paghetta da 5mila euro al mese</strong> per spese personali, inclusi gli alimenti per l’ex moglie di Riccardo e le finte lauree del trota. Tutto normale, peccato che quei 5mila euro non sarebbero usciti dal conto corrente di papa Umberto, bensì dalle casse del partito. Se provato questo giro di denaro configurerebbe il reato di appropriazione indebita per i figli, a cui i Pm aggiungono l’aggravante di “<strong>rilevante entità</strong>” date le somme concesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo due conti: se dal 2008 al 2011 i figli hanno incassato 5mila euro per gli sfizi personali in 96 mesi avrebbero messo in tasca l’esorbitante cifra di <strong>480mila euro</strong>. Questo sarebbe anche il motivo della truffa ai danni dello Stato, che si configurerebbe per il Senatur, in quanto <strong>il rendiconto 2011 della Lega</strong>, firmato dall’ex segretario, mostrerebbe irregolarità.</p>
<p style="text-align: justify;">È presente nell’incartamento dei magistrati un documento nel quale il figlio maggiore Riccardo chiede soldi a Belsito. La frase di chiusura non concede dubbi sull’avallo del padre: «<strong>Ne ho parlato oggi con papà</strong>». Il documento sarebbe emerso in seguito ad una perquisizione della cassaforte di Belsito a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme alla family sul registro degli indagati sono finiti anche il Senatore della Lega, <strong>Piergiorgio Stiffoni</strong> e, l’ormai noto, <strong>Paolo Scala</strong>. Per il primo si indaga per il reato di <strong>peculato</strong>, non essendo chiari alcuni movimenti di denaro partiti dal conto della Lega a Palazzo Madama. Per il secondo, l’uomo dei fondi leghisti a Cipro e in Tanzania, si sarebbe configurerebbe il reato di <strong>riciclaggio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rosy Mauro</strong> e la moglie di Bossi, <strong>Emanuela Marrone</strong>, al momento nono risultano indagate. Da indiscrezioni, però, sembra che i Pm milanesi siano in possesso di una intercettazione nella quale si fa riferimento a <strong>300mila euro in contanti pronti per la scuola Bosina</strong>, fondata nel 1998 dalla moglie del Senatur come protesta contro il nuovo sistema scolastico elementare nazionale. E anche i <strong>versamenti </strong>verso il sindacato padano, <strong>Sinpa</strong>, di cui Rosy Mauro è presidente, non avrebbero una tracciabilità così chiara. Anzi non esisterebbe proprio il bilancio del sindacato e questo sembra indirizzare gli inquirenti verso l’ipotesi di <strong>completa disponibilità</strong> di qual denaro da parte <strong>di Rosy Mauro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una dura botta per partito di via Bellerio soprattutto in ottica di immagine. Gli avvisi di garanzia, infatti sono arrivati a tre giorni dai <strong>ballottaggi</strong> per le amministrative, forse annullando tutta le fatiche dello “spazzino” Maroni.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Massacro di Srebrenica: alla sbarra Ratko Mladic, il Boia dei Balcani</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’AJA, 17 MAGGIO &#8211; Dopo più di tre lustri di latitanza il Boia dei Balcani affronta il suo destino. È cominciato ieri mattina, davanti al Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, all’Aja, il processo a Ratko Mladic, ex Colonnello maggiore dell’esercito serbo-bosniaco, considerato il principale responsabile del massacro di Srebrenica, in cui nel luglio 1995 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Ratko-Mladic.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35078" title="Ratko Mladic" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Ratko-Mladic-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>L’AJA, 17 MAGGIO &#8211; Dopo più di tre lustri di latitanza il Boia dei Balcani affronta il suo destino. È cominciato ieri mattina, davanti al <strong>Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, </strong>all’Aja, il processo a Ratko Mladic, ex Colonnello maggiore dell’esercito serbo-bosniaco, considerato il principale responsabile del massacro di <strong>Srebrenica</strong>, in cui nel luglio 1995 vennero uccisi oltre 8.000 musulmani. Tre anni prima aveva dato inizio all’<strong>assedio di Sarajevo </strong>(che si protrasse fino al ’96), sparando sul traffico che entrava e usciva dalla capitale bosniaca e tagliando le forniture di acqua e di elettricità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex gerarca militare, ora 70enne, arrestato dopo 16 anni di latitanza il 26 maggio 2011 a Lazarevo, villaggio a 80 km nord-est di Belgrado, si è presentato in aula sorridente e ha fatto il gesto del pollice in alto; quando, poi, la procura ha elencato i crimini di cui è accusato, Mladic ha preso appunti senza mostrare alcuna emozione, nonostante le gravissime accuse: due genocidi, cinque crimini contro l’umanità e quattro crimini di guerra, che includono anche il sequestro di 200 caschi blu e osservatori Onu, nel 1995. Rischia l’ergastolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’atto di accusa, firmato dal procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, il belga <strong>Serge Brammertz</strong>, Mladic aveva organizzato un’«impresa criminale comune», finalizzata «a cacciare per sempre i bosniaco-musulmani e i croato-bosniaci. In alcune occasioni gli attacchi sferrati hanno raggiunto il livello di genocidio».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo intervento in apertura di processo, il rappresentante dell’accusa, <strong>Dermot Groome</strong>, ha dichiarato che Mladic «ha guidato la pulizia etnica in Bosnia Erzegovina» e perseguitato i musulmani e croati che vi abitavano «per il solo motivo che appartenevano ad un’etnia diversa da quella serba». Groome ha, poi, ha descritto tre “operazioni” dirette dall’ex generale: l’esecuzione di 150 musulmani a Vecici nel 1992, il massacro di Srebrenica e la strage del mercato di Markale nel centro di Sarajevo nel 1995. Groome è certo che «La procura presenterà le prove che dimostreranno oltre ogni ragionevole dubbio che dietro questi crimini c’era la mano di Ratko Mladic».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Branko Lukic</strong>, la difesa, ha affermato che Mladic &#8220;continua a pensare di non aver nulla a che fare con i crimini, è persuaso che sarà giudicato non colpevole. Lukic ha informato anche che il suo assistito non versa in buone condizioni di salute (la parte destra del corpo è semi paralizzata a seguito di due ictus) e che, quindi, non è sicuro che possa seguire cinque udienze a settimana, ottenendo che le udienze si celebrino solo al mattino.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le persone presenti all’udienza c’erano molti parenti delle vittime del massacro di Srebrenica Una di queste, la 65enne Munira Subasic, che ha perso 22 familiari nella strage, ha detto di voler guardare Mladic negli occhi «e chiedergli se si pente per quello che ha fatto».</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Gaeta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1></h1>
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		<title>Grecia verso nuove elezioni, mercati nel caos</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ATENE, 16 MAGGIO – Dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di formare un governo di unità nazionale, il presidente greco Papoulias annuncia nuove elezioni. Oggi nuovo vertice per formare un esecutivo che porterà il paese verso le elezioni nel prossimo giugno. Intanto il rischio di uscita della Grecia dall’euro fa impazzire i mercati. Si è concluso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Grecia-bandiera.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35073" title="Grecia bandiera" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Grecia-bandiera-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>ATENE, 16 MAGGIO – Dopo il <strong>fallimento dell’ultimo tentativo di formare un governo di unità nazionale</strong>, il presidente greco Papoulias annuncia <strong>nuove elezioni</strong>. Oggi nuovo vertice per formare un esecutivo che porterà il paese verso le elezioni nel prossimo giugno. Intanto il rischio di uscita della Grecia dall’euro fa impazzire i <strong>mercati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è concluso alle 19:00 di ieri l’ultimo tentativo dei leader greci di formare un governo di unità nazionale. Dall’ufficio del presidente <strong>Papoulias</strong> è stato diramato un comunicato nel quale si conferma <strong>la necessità di tornare alle urne</strong>. Il 6 maggio scorso la tornata elettorale non ha decretato vittorie nette, ma ha confermato un’importante volontà popolare: <strong>uscire dalla pressante austerità imposta dalla UE</strong>. Molti (circa il 78%) non vogliono, però, tornare alla Dracma.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta alle prossime elezioni sarà tra due schieramenti: Quello di <strong>centro-destra</strong>, filo europeista, che auspica per la Grecia di restare nell’Euro e quello di <strong>centro-sinistra</strong> che non è così convinto di conservare il paese nell’eurozona. Forse l’ago della bilancia sarà il <strong>partito socialista Pasok</strong> che, pur essendo lo sconfitto ufficiale delle precedenti elezioni, ancora mantiene un certo consenso popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <strong>Bruxelles</strong> auspicano la vittoria del fronte conservatore di centro-destra, ma la cittadinanza greca vive questi momenti di caos (politico e non solo) con molto preoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli ultimi sondaggi pare che la <strong>sinistra radicale</strong>, <strong>Syriza</strong>, ed il suo giovane capo, <strong>Alex Tsipras</strong>, abbiano raggiunto importanti percentuali di consenso con il loro anti-europeismo che gli garantirebbero 120 seggi in parlamento senza il premio di maggioranza previsto (50 seggi) che, se aggiunto, permetterebbe di formare un esecutivo forte. La campagna elettorale è già iniziata ed i partiti di centro-destra hanno accusato Tsipras di essere il responsabile della mancata formazione del governo di unità nazionale, dopo la dipartita di due giorni fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripercussioni sui mercati europei</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come un boomerang l’annuncio di nuove elezioni in Grecia ha fatto precipitare i mercati europei. I paesi maggiormente colpiti sono <strong>Italia</strong> e <strong>Spagna</strong>, essendo paesi a rischio, con lo <strong>spread</strong> che torna ai livelli di gennaio. Tra <strong>Btp (italiani) e Bund (tedeschi)</strong> in apertura lo scarto era di 445 punti schizzato in pochi minuti a <strong>457</strong>. Peggio ancora per la Spagna i cui titoli <strong>(Bonos)</strong> differiscono dai Bund di <strong>500</strong> punti. Anche i titoli borsistici europei perdono terreno con il Ftse Mib maglia nera del vecchio continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad amplificare le ripercussioni sui mercati della precaria situazione politica greca, forse hanno contribuito anche le parole dure del Ministro dell’Economia tedesco, <strong>Wolfgang Schäuble</strong>. Il padre dell’austerity ha confermato che «<strong>La Grecia deve attuare il suo programma per rimanere nell&#8217;Eurozona</strong>, si tratta di un programma concordato. Se la Grecia, e questa è la volontà della grande maggioranza dei cittadini, vuole rimanere nell&#8217;euro, allora deve accettare le condizioni». Una presa di posizione netta che esclude l’adeguamento dei piani di austerità nei confronti di Atene auspicata invece da molti economisti e politici europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Bologna: minacce da blog anarchico al magistrato che ha condotto le indagini sul pacco bomba a Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 15 MAGGIO – Il clima di tensione è incandescente. A seguito della chiusura della indagini sul pacco bomba intercettato all’aeroporto Marconi il 02 novembre 2010 e diretto a Silvio Berlusconi, una cellula di fuoco ha lanciato minacce al Pm bolognese Enrico Cieri. Le parole del blog sono agghiaccianti: «E’ un tempo pericoloso per la mafia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Pacco-Bomba.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35069" title="Pacco Bomba" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Pacco-Bomba-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>BOLOGNA, 15 MAGGIO – Il clima di tensione è incandescente. A seguito della chiusura della indagini sul <strong>pacco bomba</strong> intercettato all’aeroporto Marconi il 02 novembre 2010 e diretto a Silvio Berlusconi, una cellula di fuoco ha lanciato <strong>minacce al Pm bolognese Enrico Cieri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole del blog sono agghiaccianti: «<strong>E’ un tempo pericoloso per la mafia degli accusatori che presto potrebbero incontrare una fitta pioggia di proiettili o una potente bomba</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">L’accusa del Pm bolognese è rivolta a <strong>sette anarchici greci</strong> appartenenti al nucleo Ccf/FAI, quattro dei nomi compaiono anche nella rivendicazione dell’attentato ad Adinolfi, che avrebbero inviato <strong>pacchi bomba ai maggiori leader europei nel 2010</strong>. Le sette persone accusate: Georgios Nikolopoulos, di 26 anni; Christos Tsakalos, di 33; Panagiotis Argyrou, di 24; Gerasimos Tsakalos, di 26; Giorgio Karaghiannidi, di 32; Charilaou Chatzimichelaki, di 24; Alexandrou Mitrousia di 23 sono detenute nelle carceri greche, sospettate di far parte delle <strong>Cospirazione delle Cellule di Fuoco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pacco bomba indirizzato a Berlusconi era trasportato su un <strong>volo cargo</strong> della Tnt e fu nome del destinatario “‘Silvio Berlusconi Premier’ s Office Palazzo Chigi Piazza Colonna 370 Rome 00187 Italy” che fece drizzare le antenne. <strong>Il volo fu fatto atterrare a Bologna</strong> dove gli artificieri della <strong>Digos</strong> intervennero per scongiurare l’attentato. Il pacco, composto da un libro di diritto greco scavato per fare spazio alla polvere da sparo e all’innesco costruito con una lampadina e otto pile da 1,5 volt, esplose, senza conseguenze, in mano agli agenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Lega: Bossi autorizza la leadership di Maroni</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO, 15 MAGGIO – Il consiglio federale della Lega termina con tre punti fermi: Bossi presidente fondatore “a vita”, Maroni segretario e tre vicari, di cui uno dovrà essere necessariamente veneto. Non un passo indietro, ma un vero passaggio di consegne in casa Lega. Bossi nella sua ultima apparizione in pubblico, il 4 maggio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Bossi-Maroni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35064" title="Bossi Maroni" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Bossi-Maroni-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>MILANO, 15 MAGGIO – Il consiglio federale della Lega termina con tre punti fermi: <strong>Bossi presidente fondatore</strong> “a vita”, <strong>Maroni segretario</strong> e <strong>tre vicari</strong>, di cui uno dovrà essere necessariamente veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non un passo indietro, ma un vero <strong>passaggio di consegne</strong> in casa Lega. Bossi nella sua ultima apparizione in pubblico, il 4 maggio a Monza, aveva esortato i leghisti: «Vogliatevi bene e non fatevi la guerra al congresso». Un vero e proprio messaggio di saluto al suo popolo così “legato” al suo leader.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora che <strong>Maroni</strong> che, scopa in mano, sale di grado e si erge paladino della pulizia del carroccio dalle figure che rischiano di affossare tutto il movimento. Ieri è arrivata la <strong>consacrazione</strong> dell’ex ministro dell’Interno avallata da <strong>Tosi</strong>, unico politico leghista che ha riscosso successo alle ultime elezioni amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;">«La cosa più logica è <strong>una candidatura unitaria</strong>, quella di Maroni segretario, per essere un partito forte e credibile», aveva anticipato ieri prima della fine dei lavori, analizzando i risultati delle consultazioni. C’era comunque bisogno di ufficialità del ritiro di Bossi dalla guida del carroccio, arrivata poi in tarda serata.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso è necessario <strong>rivedere l’intero statuto del partito</strong>, perché oltre al capo unico occorre mettere nero su bianco la divisione dei poteri con i tre vicari. Le nomine dei tre hanno già concorso ad <strong>infuocare il clima</strong>. Da un lato i moroniani Salvini e Stucchi, dall’altro “nuovi giovani” rampanti vogliono riscattare un peso maggiore all’interno del partito, come Tosi, Cota, Zaia. Anche “vecchi lupi di montagna” come Calderoli potrebbero non accontentarsi del ruolo di coordinatore di partito. Le votazioni del consiglio sono previste per i primi di giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’eccellente tranquillità con cui Bossi ha concesso la leadership a Maroni è solo di superfice. Il Senatur, infatti, avrebbe confidato a i suoi pochi tenaci sostenitori «<strong>Non avevo scelta</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Palermo: truffa allo Stato da 500mila euro, truccato il software delle scommesse</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMO, 14 MAGGIO – Per tre anni un titolare di diverse agenzie di scommesse ha comunicato dati falsi ai Monopoli di Stato. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno concluso le indagini, riuscendo a scovare la manomissione del software che comunicava importi falsi al totalizzatore nazionale. Il “gioco” era in apparenza semplice. Le scommesse venivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Guardia-di-Finanza1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35057" title="Guardia di Finanza" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Guardia-di-Finanza1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>PALERMO, 14 MAGGIO – Per tre anni un titolare di diverse agenzie di scommesse ha comunicato <strong>dati falsi</strong> ai Monopoli di Stato. Gli uomini della <strong>Guardia di Finanza</strong> hanno concluso le indagini, riuscendo a scovare la <strong>manomissione del software</strong> che comunicava importi falsi al totalizzatore nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “gioco” era in apparenza semplice. Le scommesse venivano registrate inizialmente su <strong>un server parallelo</strong> a quello dei Monopoli di Stato con la cifra effettivamente erogata dallo scommettitore, poi venivano <strong>comunicate al server centrale con cifre più basse</strong>. Alcune scommesse per valore reale di 60euro risultano registrate come se fossero state scommesse da 2euro. in totale sarebbero <strong>42mila le ricevute false </strong>emesse dall’agenzia palermitana che avrebbero fruttato circa <strong>500mila euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo è adesso accusato di vari reati: <strong>truffa ai danni dello stato</strong>, peculato e falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La Guardia di Finanza è riuscita a risalire alla manomissione grazie al certosino lavoro dei <strong>tecnici dei Monopoli</strong>. Già nei mesi scorsi, i primi sopralluoghi presso le agenzie incriminate avevano permesso la raccolta di un ingente materiale che, vagliato con attenzione, ha consentito di evidenziare i <strong>possenti scarti</strong> tra le ricevute in mano agli scommettitori e quelle comunicate al Totalizzatore dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Grecia: il presidente Karolos Papoulias tenta di salvare il paese, ma la tensione sociale resta alta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ATENE, 14 MAGGIO – Papoulias sta tentando in queste ore di forare un nuovo governo di unità nazionale. L’obiettivo primario è scongiurare il pericolo di uscire dall’Europa, ma la tensione sociale resta altissima. L’ira si trasforma sempre più velocemente in atti di violenza e nella notte è stata fatta esplodere una bomba contro gli uffici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Syriza1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35053" title="Syriza" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Syriza1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>ATENE, 14 MAGGIO – <strong>Papoulias</strong> sta tentando in queste ore di forare un nuovo <strong>governo di unità nazionale</strong>. L’obiettivo primario è scongiurare il <strong>pericolo di uscire dall’Europa</strong>, ma la tensione sociale resta altissima. L’ira si trasforma sempre più velocemente in <strong>atti di violenza</strong> e nella notte è stata fatta esplodere una <strong>bomba</strong> contro gli uffici di riscossione delle tasse nella parte nord di Atene.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ieri era la falsa notizia di un nuovo esecutivo per la repubblica greca, ma in serata è stato lo stesso leader di <strong>Syriza </strong>(sinistra radicale), <strong>Alexis Tsipras</strong>, che smentisce l’accordo dichiarandosi non disponibile a proseguire le trattative.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova campagna elettorale è già iniziata per Tsipras che ha motivato il suo dissenso spiegando che «<strong>Quelli che hanno governato negli ultimi anni</strong> non riescono ad accettare il messaggio arrivato dalle urne e <strong>continuano con i ricatti</strong>. Non saremo complici dei loro crimini». L’obiettivo della sinistra radicale sono <strong>nuove elezioni</strong> con le quali, stando ai sondaggi, riuscirebbe a raggiungere il 23%.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il presidente Papoulias tenterà di formare un <strong>governo di coalizione</strong> a quattro teste: <strong>Nea Dimokratia, Pasok, Greci Indipendenti e Sinistra Democratica</strong>, ed entro giovedì un nuovo esecutivo deve essere definito per evitare una nuova tornata elettorale per giugno. L’appuntamento è fissato per le 19:30 di stasera, ma <strong>la dipartita del Syriza</strong> ha provocato ripercussioni pesanti anche per la sinistra democratica guidata da  Fotis Kouvelis.</p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Impossibile formare qualsiasi governo di unità nazionale</strong>», ha osservato il leader della sinistra democratica, «un governo <strong>senza Syriza non avrebbe il necessario sostegno popolare e parlamentare</strong>». Un commento più che giustificato dato che la sinistra radicale è uscita dalla precedente tornata elettorale, del 06 maggio, come il secondo partito nazionale, rispecchiando in modo energico il no al piano di austerità imposto dall’UE dei cittadini greci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Violenza nella notte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nella notte, 03:08 ora locale, di fronte a un ufficio di riscossione delle tasse. Non ci sono feriti, ma solo danni all’edificio. Secondo gli inquirenti l’attentato sarebbe opera di un <strong>gruppo anarchico </strong>anche se al momento non ci sono rivendicazioni. A far pendere verso questa direzione sono le caratteristiche dell’ordigno: una bombola di gas fatta esplodere con una molotov.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>lnternational Telecomunication Union presenta il suo ultimo rapporto sulle “Tendenze nelle riforme delle telecomunicazioni”.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio G Amato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bologna, 13 maggio.  ITU lnternational Telecomunication Union, l’organizzazione internazionale che si occupa di definire gli  standard  nelle telecomunicazioni e nell&#8217;uso delle onde radio ha presentato a Ginevra il rapporto 2012 sulle ultime tendenze nel settore. Dal rapporto si evince che negli ultimi cinque anni, il numero di abbonamenti alla banda larga fissa e&#8217; notevolmente raddoppiato raggiungendo i 591 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-35048" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/itu-ngo-logo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Bologna, 13 maggio</strong>.<strong> </strong> <strong>ITU</strong> <strong>lnternational Telecomunication Union</strong>, l’organizzazione internazionale che si occupa di definire gli  standard  nelle telecomunicazioni e nell&#8217;uso delle onde radio ha presentato a <strong>Ginevra</strong> il rapporto 2012 sulle ultime tendenze nel settore.</p>
<p style="text-align: justify">Dal rapporto si evince che negli ultimi cinque anni, il numero di abbonamenti alla <strong>banda larga</strong> fissa e&#8217; notevolmente raddoppiato raggiungendo i <strong>591 milioni nel primi mesi del 2012</strong>, ma resta il divario tra paesi ricchi e poveri.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti, il tasso di penetrazione della <strong>banda larga</strong> nelle nazioni più evolute è mediamente pari al 26%, mentre gli stati più poveri arrivano ad appena il 4,8%. Il più grande ostacolo nella diffusione della <strong>banda larga</strong> nelle popolazioni soprattutto dell’Africa è legata agli alti costi del servizio che rendono pressoché proibitiva l’ uso dei servizi di rete.</p>
<p style="text-align: justify">Un altro aspetto considerato dal rapporto dell’ ITU è quello legato all&#8217;esplosione del fenomeno dei <strong>social network</strong>: il numero degli utenti che utilizzano queste piattaforma ha ormai raggiunto il miliardo di persone e gran parte di essi si collega ad internet in modalità mobile.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio per quanto riguarda la diffusione delle <strong>connessioni mobili</strong>, nelle nazioni in via di sviluppo solo l&#8217;8,5% dei cittadini possono collegarsi ad internet con questa modalità per usufruire dei servizi digitali.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>divario digitale</strong> dunque tra i paesi poveri e quelli ricchi è tuttora presente per circa 5 miliardi di persone che non hanno mai avuto l&#8217;opportunità di collegarsi alla rete neanche utilizzando le <strong>connessioni a banda stretta</strong>. L’organizzazione ginevrina <strong>ITU</strong> si auspica che i governi possano intervenire quanto prima per favorire sia una maggior diffusione degli accessi alla rete ma soprattutto migliorare le infrastrutture a tutt’oggi carenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.itu.int/net/pressoffice/press_releases/2012/24.aspx">http://www.itu.int/net/pressoffice/press_releases/2012/24.aspx</a></p>
<p style="text-align: justify"><p><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/13/35042/itu-lnternational-telecomunication-union-presenta-il-suo-ultimo-rapporto-sulle-tendenze-nelle-riforme-delle-telecomunicazioni/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sergio G Amato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bologna: la città saluta Maurizio Cevenini</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 13 MAGGIO – Circa 8mila persone ieri hanno salutato per l’ultima volta Maurizio Cevenini. Prima si è tenuto l’ultimo saluto nella Camera Rossa di Palazzo D’Accursio, poi i funerali nella chiesa di San Francesco. La commemorazione ufficiale a Palazzo D’Accursio ha visto protagonista la figlia di Cevenini, Federica. La ragazza, provata dal dolore per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Funerali-Cevenini.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-35039" title="Funerali Cevenini" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Funerali-Cevenini-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>BOLOGNA, 13 MAGGIO – Circa <strong>8mila persone</strong> ieri hanno salutato per l’ultima volta <strong>Maurizio Cevenini</strong>. Prima si è tenuto l’ultimo saluto nella <strong>Camera Rossa di Palazzo D’Accursio</strong>, poi i funerali nella <strong>chiesa di San Francesco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La commemorazione ufficiale a Palazzo D’Accursio ha visto protagonista <strong>la figlia di Cevenini, Federica</strong>. La ragazza, provata dal dolore per la perdita del padre, non ha fatto sconti al mondo politico cittadino. «Mio padre ha dedicato la vita alla politica e a <strong>Bologna</strong>» ha detto in lacrime, «l’ultima <strong>non lo ha mai deluso</strong>. Io saluto il mio sindaco».</p>
<p style="text-align: justify;">Una polemica e un malessere diffuso, quella della figlia Federica, che riecheggia nelle mille voci cittadine che puntano il dito <strong>contro i vertici del Pd locale</strong> colpevole, a detta loro, di aver abbandonato il Cev. Pier Luigi <strong>Bersani</strong>, intervenuto alla cerimonia ha affermato che «<strong>La politica</strong> è inscindibilmente legata a delle <strong>gratificazioni</strong> e a delle <strong>delusioni</strong>. Sempre». Il leader del Partito Democratico ha avvertito, però, che «Se non vogliamo recare un dolore a Maurizio, non descriviamolo staccato dal suo partito. È una cosa che non avrebbe consentito per come l’ho conosciuto io».</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sindaco <strong>Virginio Merola</strong>, che ha aperto la celebrazione, ha cercato di sfogare il proprio dolore. «La <strong>pesantezza che in questi tempi grava sulle nostre vite si è fatta insostenibile</strong> quando è arrivata la notizia della morte di Maurizio», ha detto il primo cittadino, «Il sorriso di Maurizio la sua ironia, la sua simpatia, ci tornano in mente con insistenza». «Sapeva dare e ricevere simpatia, affetto e rispetto», ha proseguito Merola, «<strong>Il Cev amava questa città</strong> perché siamo una comunità speciale. Oggi qui diciamo tutti insieme che quello che volevi essere, sindaco di questa città, lo sei stato e lo sei».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pomeriggio è stata celebrata anche la funzione religiosa. Nella <strong>chiesa di San Francesco</strong> monsignor <strong>Vecchi</strong> ha cercato di placare le polemiche, condannando comunque l’irrazionalità del suicidio. «E&#8217; il permanere delle tracce di questo tipo di città disgregata (Babilonia, la città del caos) che ha deluso Maurizio», ha affermato Vecchi, «Da qualche tempo, <strong>Maurizio Cevenini camminava in una valle oscura</strong>. Il <strong>gesto insano</strong> non è imputabile a nessuno ma appartiene al mistero che si è consumato nelle profonde risonanze della sua coscienza e che solo Dio può conoscere e giudicare».</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio la gente, con cui Cevenini aveva instaurato un rapporto diretto e solare, lo ha salutato con affetto. <strong>Un simbolo della bolognesità</strong>, come Dalla e Bulgarelli. Allo stadio oggi verrà osservato un minuto di silenzio in onore del Cev, il sindaco dello stadio. Un saluto giusto ad politico del popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>La rivendicazione anarchica solleva lo spettro di «un’escalation terroristica»</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, 12 MAGGIO – Il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dal salone del libro di Torino ha risposto alle domande dei giornalisti. L’attentato a Roberto Adinolfi, manager di Ansaldo Nucleare è solo la prima di almeno otto azioni minacciate dal FAI (Federazione Anarchica Informale). Ad avallare l’ipotesi di rischio sono arrivate anche le parole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/12/35025/la-rivendicazione-anarchica-solleva-lo-spettro-di-unescalation-terroristica/attachment/rivendicazione-adinolfi/" rel="attachment wp-att-35026"><img class="alignnone size-medium wp-image-35026" title="Rivendicazione Adinolfi" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Rivendicazione-Adinolfi-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>ROMA, 12 MAGGIO – Il Ministro dell’Interno<strong>, Anna Maria Cancellieri</strong>, dal salone del libro di Torino ha risposto alle domande dei giornalisti. L’<strong>attentato a Roberto Adinolfi</strong>, manager di Ansaldo Nucleare è solo la prima di almeno otto azioni minacciate dal <strong>FAI</strong> (Federazione Anarchica Informale). Ad avallare l’ipotesi di rischio sono arrivate anche le parole del Ministro della Giustizia, <strong>Paola Severino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro Cancellieri ha <strong>confermato l’attendibilità della rivendicazione</strong> anarchica. «La rivendicazione del Fai per l&#8217;attentato a Roberto Adinolfi», ha detto, «è attendibile». Anche «<strong>Il rischio escalation esiste</strong>, è una situazione che richiede molto rigore. Molta attenzione, bisogna lavorare».</p>
<p style="text-align: justify;">Ai giornalisti che hanno chiesto l’esistenza di <strong>collegamenti</strong> con il movimento No Tav, il Ministro ha risposto che «Al momento no, non si riscontrano collegamenti», puntualizzando, però, che «sono tutti settori sensibili ed essendo sensibili i collegamenti possono esserci o crearsi facilmente».</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolgendosi ai <strong>cittadini</strong>, la responsabile del Viminale li ha invitati a <strong>prendere le distanze da simili gesti</strong>, anche se la preoccupazione dovuta alla situazione economica nazionale rischia di innescare un pendio scivoloso. « <strong>Non credo ci sia un&#8217;area di consenso intorno a questi atti</strong>», ha affermato il Ministro. «Riteniamo che se questo consenso c&#8217;è è circoscritto, molto circoscritto», ha concluso, «Non credo che nelle corde popolari ci sia consenso per queste cose».</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il <strong>Ministro Severino</strong> ha espresso la sua preoccupazione in particolare dovuta alle esternazioni della collega. «So quanto sia seria il ministro Cancellieri e quanto avrà pensato prima di rendere questa dichiarazione, quindi sono molto preoccupata», ha affermato ai microfoni di Skytg24.</p>
<p style="text-align: justify;">È sembrata, però, più prudente sulla rivendicazione. «<strong>Ci vuole molta cautela prima di indicare una matrice anarchica piuttosto che un&#8217;altra matrice distruttiva</strong>», ha spiegato, «Penso che la rivendicazione non sia affatto sufficiente per identificare l&#8217;origine di questo fenomeno e gli autori di questo orrendo attentato». Portando come esempio storico gli Anni di Piombo, Paola Severino ha osservato che « Dobbiamo <strong>lasciare tempo agli investigatori</strong>, sappiamo per l&#8217;esperienza del passato che non sempre la rivendicazione ha identificato la sigla, la provenienza e la causa di un fatto del genere».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Rivendicazione-Fai.pdf">Rivendicazione Fai</a></p>
<p style="text-align: justify;">La Rivendicazione porta il nome del FAI, Federazione Anarchica Informale, accanto a quello del <strong>FRI</strong>, Fronte Rivoluzionario Internazionale. A far scattare la molla per l’attentato, come si legge nella rivendicazione inviata al Corriere della Sera, sono stati una lunga serie di <strong>comportamenti irrispettosi del gruppo Ansaldo-Finmeccanica</strong>, che con «i suoi tentacoli ovunque si strangola uccide e opprime» . Secondo il <strong>nucleo OLGA</strong>, nome di un’anarchica greca in carcere dal 2011, il manager Genovese ha assecondato l’istallazione di centrali nucleari in tutta Europa minimizzando i rischi per la cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fai informa che l’attentato va letto come «<strong>un piccolo frammento di giustizia, piombo nelle gambe</strong> per lasciare un imperituro ricordo di quello che è ad un grigio assassino». Staccandosi da un «anarch-ismo infuocato solo a chiacchiere e intriso di gregarismo» hanno minacciato <strong>tante azioni quanti sono i prigionieri del FRI detenuti in Grecia</strong>. Ogni azione porterà il nome di un «fratello», affermano, minacciando una vera e propria «lotta contro Finmeccanica piovra assassina».</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Provenzano ha tentato il suicidio? O è una messinscena?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARMA, 11 MAGGIO – Bernardo Provenzano ha tentato di togliersi la vita mercoledì notte cercando di soffocarsi con un sacchetto di plastica. A salvare il boss dei Corleonesi il tempestivo intervento di una guardia penitenziaria che lo controlla 24 ore su 24. Ma la notizia fa infuriare il suo legale che si chiede come sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/11/35019/provenzano-ha-tentato-il-suicidio-o-e-una-messinscena/attachment/provenzano/" rel="attachment wp-att-35020"><img class="alignnone size-medium wp-image-35020" title="Provenzano" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Provenzano-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>PARMA, 11 MAGGIO – <strong>Bernardo Provenzano</strong> ha tentato di togliersi la vita mercoledì notte cercando di <strong>soffocarsi con un sacchetto di plastica</strong>. A salvare il boss dei Corleonesi il tempestivo intervento di una guardia penitenziaria che lo controlla 24 ore su 24. Ma la notizia fa infuriare il suo legale che si chiede come sia finito in cella il sacchetto di plastica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una guardia carceraria</strong> controllando il monitor che registra tutti i movimenti di Provenzano si è accorto che mercoledì notte qualcosa non andava. Il boss mafioso 79enne aveva <strong>infilato la testa in un sacchetto di plastica</strong>, utilizzato per i medicinali, e stava tentando di uccidersi. L’agente è subito intervenuto ed ha scongiurato il peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il <strong>Dap</strong> (Dipartimento per l&#8217;amministrazione penitenziaria del ministero di Giustizia), però, <strong>si tratterebbe di una messinscena</strong>. Nell’ultimo periodo, infatti, <strong>Provenzano</strong> avrebbe <strong>tentato di farsi credere pazzo</strong> attraverso comportamenti improbabili. Di pochi giorni fa una <strong>super perizia psichiatrica</strong> che ha smontato l’ipotesi di malattia mentale, definendo Provenzano in grado di intendere e di volere.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrestato nel 2006, Provenzano fu incarcerato nel penitenziario di Novara. Dopo varie segnalazioni sul suo <strong>precario stato di salute</strong>, dovuto al morbo di Parkinson e ad un tumore alla prostata, i legali hanno chiesto e ottenuto il trasferimento nel carcere di Parma, sempre in regime di 41bis. Anche l’intervista del figlio alla trasmissione Sevizio Pubblico ha avuto peso nella vicenda. La struttura emiliana sarebbe più consona alle necessità mediche del boss, disponendo di un centro clinico e di un reparto ospedaliero dedicato ai detenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda ha fatto infuriare <strong>il legale del boss, Rosalba Di Gregorio</strong>. «<strong>Come c’è finito nel 41bis un sacchetto di plastica?</strong>», chiede il legale ai microfoni di Skytg24. L’avvocato utilizza <strong>la perizia recente</strong> per chiedere di aprire un’inchiesta che faccia luce sull’ipotesi del tentato suicidio. «Appena pochi giorni fa gli psichiatri della perizia», puntualizza De Gregorio, «hanno ritenuto che Provenzano fosse compatibile con la detenzione e i risultati si vedono».</p>
<p style="text-align: justify;">Diversa l’interpretazione della vicenda del Procuratore di Palermo, <strong>Francesco Messineo</strong>. «E’ difficile dire se Bernardo Provenzano abbia davvero tentato il suicidio o se abbia soltanto simulato», puntualizza il Procuratore siciliano, «In ogni caso, anche una simulazione sarebbe un gesto alquanto anomalo, insolito per un boss del suo calibro. <strong>Un segno di profonda debolezza, quasi di resa direi</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Calcioscommesse: minacciarono i giocatori affinché perdessero, in manette tre capi ultras del Bari</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI, 10 MAGGIO &#8211; Il tumore del calcioscommesse non ha fatto marcire solo i verdi campi da gioco, ma ha raggiunto, come metastasi, anche gli spalti dello stadio. Non ha contagiato solo società e calciatori, ma anche i tifosi. Nella notte i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno arrestato tre capi ultras della squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/10/35013/calcioscommesse-minacciarono-i-giocatori-affinche-perdessero-in-manette-tre-capi-ultras-del-bari/attachment/curva-bari/" rel="attachment wp-att-35014"><img class="alignnone size-medium wp-image-35014" title="Curva Bari" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Curva-Bari-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>BARI, 10 MAGGIO &#8211; Il tumore del calcioscommesse non ha fatto marcire solo i verdi campi da gioco, ma ha raggiunto, come metastasi, anche gli spalti dello stadio. Non ha contagiato solo società e calciatori, ma anche i tifosi. Nella notte i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno arrestato tre capi ultras della squadra pugliese, già al centro dello scandalo delle partite truccate dopo la confessione del calciatore <strong>Andrea Masiello</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono finiti in manette <strong>Alberto Savarese</strong>, <strong>Raffaele Lo Iacono </strong><strong>e Roberto Sblendorio: </strong><strong>il primo è agli arresti domiciliari, mentre gli altri sono stati portati</strong> in carcere. Il reato che viene contestato è di concorso in violenza privata aggravata. I tre avrebbero chiesto, con minacce, ad alcuni calciatori del Bari nel campionato di serie A 2010-2011 di perdere alcune partite in modo da assicurarsi forti vincite con le scommesse fatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le gare nel mirino degli investigatori sono Bari-Sampdoria (23 aprile 2011, 0-1), che segnò la retrocessione matematica dei biancorossi, Cesena-Bari (17 aprile 2011, 1-0) e Bari-Chievo (1-2, del 20 marzo 2011). Sono state le dichiarazioni dei due ex baresi <strong>Marco Rossi</strong> (ora al Cesena) <strong>Jean Francois Gillet</strong> (l’ex capitano, adesso portiere del Bologna); quest’ultimo avrebbe riconosciuto i tre ultras in foto. I “tifosi”, dopo la risposta negativa del portiere a perdere le partite, lo avrebbero “velatamente” minacciato: «Da ora fino alla fine non si sa mai che cosa può succedere, tu vivi a Bari, non si sa mai».</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle intercettazioni telefoniche, inoltre, emerge che nel mirino dei tre c’erano anche i giornalisti di <em>La Repubblica</em> <strong>Giuliano Foschini</strong> e <strong>Marco </strong><strong>Censurati</strong>, a causa dei loro articoli in cui condannavano le minacce degli ultras ai danni dei calciatori biancorossi.</p>
<p style="text-align: justify;">«Atti criminali molto gravi» ha commentato il procuratore <strong>Antonio Laudati</strong>, il quale aggiunge che si sta ancora grattando la superficie: «È venuta fuori soltanto una piccola parte: non volevamo intervenire a campionato in corso, siamo stati costretti perché Cremona ha arrestato Angelo Iacovelli e quindi una serie di elementi erano venuti fuori. Ora faremo un incontro di coordinamento con Cremona e andremo verso la chiusura dell’inchiesta». L’inchiesta proseguirà su due fronti: il primo riguarderà la tifoseria organizzata e i rapporti con il mondo della criminalità organizzata, mentre il secondo esaminerà il ruolo delle società.</p>
<p style="text-align: justify;">Ignobili, soprattutto dal punto di vista sportivo, le motivazioni che avrebbero spinto i tre arrestati a sabotare la propria squadra: «Lo facevamo per svantaggiare il Lecce: quelle squadre erano dirette concorrenti dei salentini per la retrocessione». Gli inquirenti, però, non credono al sabotaggio dei rivali leccesi e rimangono convinti che l’obbiettivo dei tre ultras fosse la vincita delle scommesse. Dal momento che si trattava di partite con quote basse, gli investigatori non escludono il coinvolgimento della criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Giovanni Gaeta</p>
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		<title>Riforma del lavoro: proposte tutele per i co.co.pro e novità per la flessibilità in uscita</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, 10 MAGGIO – Salario base minimo e assegno di disoccupazione per i co.co.pro, queste le novità apportate al ddl lavoro. Un emendamento aggiunto dai due relatori in Commissione al Senato Tiziano Treu, Pd, e Maurizio Castro, Pdl, nel quale si cerca di garantire una giusta retribuzione e un paracadute in caso di problemi. Specificati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/10/35002/riforma-del-lavoro-proposte-tutele-per-i-co-co-pro-e-novita-per-la-flessibilita-in-uscita/attachment/call-center/" rel="attachment wp-att-35003"><img class="alignnone size-medium wp-image-35003" title="Call center" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/Call-center-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>ROMA, 10 MAGGIO – <strong>Salario base minimo</strong> e <strong>assegno di disoccupazione per i co.co.pro</strong>, queste le novità apportate al ddl lavoro. Un emendamento aggiunto dai due relatori in <strong>Commissione al Senato</strong> Tiziano Treu, Pd, e Maurizio Castro, Pdl, nel quale si cerca di garantire una giusta retribuzione e un paracadute in caso di problemi. Specificati anche i limiti per le partite iva e licenziamenti disciplinari.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo al <strong>salario minimo</strong>, il testo dell’emendamento indica che deve «essere adeguato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e non può comunque essere inferiore, in proporzioni di durata del contratto, all&#8217;importo annuale determinato periodicamente con decreto del ministero del Lavoro». Lo stipendio base di un co.co.pro. dovrà essere <strong>la media tra le paghe minime dei lavoratori autonomi ed i salari dei dipendenti </strong>indicati nei contratti nazionali collettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Più facile la definizione dell’<strong>indennità di disoccupazione</strong>. Se un lavoratore con contratto a termine lavorerà da un minimo di 6 mesi ad un anno si vedrà corrispondere l’anno successivo, previa verifica, un importo una tantum che si aggirerà attorno ai <strong>6mila euro</strong>. I due relatori hanno sottolineato che questo sistema è in fase sperimentale e durerà tre anni, dopodiché, se i conti lo permetteranno, sarà istituita una mini-Aspi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per le <strong>partite iva</strong>, che di fatto nascondo rapporti di lavoro dipendente, sono stati ridefiniti i tetti massimi. Per essere considerata “vera”, un partita iva dovrà raggiungere almeno <strong>18mila euro annui</strong> di reddito. Saranno ritenute, poi, <strong>collaborazioni </strong>coordinate e continuative quelle prestazioni di lavoro autonomo per le quali la collaborazione è <strong>superiore agli otto mesi</strong> o che comunque rappresentino <strong>l’80% dell’introito totale annuo</strong>. Prima dell’emendamento i dati erano più bassi: 75% del totale annuo e sei mesi di lavoro continuativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ritorno è rappresentato dai <strong>Voucher</strong>. La nuova proposta infatti ripristina la possibilità per imprese commerciali e studi professionali di utilizzare lavoro tramite voucher che non potranno superare i 2mila euro. Per evitare usi impropri sono stati indicati degli elementi imprescindibili: data, importo, orario e durata.</p>
<p style="text-align: justify;">Novità anche per <strong>l’articolo 18</strong>. Un meccanismo <strong>antifrode</strong> è stato approntato nei casi di <strong>licenziamento</strong> disciplinare. Il congedo avrà <strong>effetto dal giorno della comunicazione</strong>, salvo nei casi di maternità e infortunio sul lavoro. In questo modo saranno garantiti i meccanismi di conciliazione che la norma prevede senza il rischio che il lavoratore “birichino” si metta in malattia e blocchi tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso la parola passerà al Senato che da martedì prossimo inizierà a votare i 27 emendamenti presentati oggi. È fissato per domani alle 18 il limite massimo per presentare dei subemendamenti in modo da poter presentare il ddl entro giovedì 17.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Bresciani</p>
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		<title>Calcioscommesse: si profila un processo in due parti. A rischio playoff e playout di Serie B</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 17:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, 9 MAGGIO &#8211; Il calcio trema davanti alla “Carica delle Trecento”. Tante sono le pagine, senza contare le migliaia di allegati, che costituiscono i dossier dell’inchiesta sul calcioscommesse. Non sorprende che una simile mole di incartamenti abbia determinato ben 83 deferimenti: 22 società e 61 tesserati, di cui 52 calciatori in attività al momento delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/05/09/34985/calcioscommesse-si-profila-un-processo-in-due-parti-a-rischio-playoff-e-playout-di-serie-b/attachment/calcioscommesse-partite-atalanta-inchiesta/" rel="attachment wp-att-34987"><img class="alignnone size-medium wp-image-34987" title="calcioscommesse-partite-atalanta-inchiesta" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/05/calcioscommesse-partite-atalanta-inchiesta-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>ROMA, 9 MAGGIO &#8211; Il calcio trema davanti alla “Carica delle Trecento”. Tante sono le pagine, senza contare le migliaia di allegati, che costituiscono i dossier dell’inchiesta sul calcioscommesse. Non sorprende che una simile mole di incartamenti abbia determinato ben 83 deferimenti: 22 società e 61 tesserati, di cui 52 calciatori in attività al momento delle rispettive contestazioni, 2 calciatori non in attività al momento delle rispettive contestazioni, 4 dirigenti o collaboratori di società e 3 iscritti all’Albo dei tecnici (di cui 2 in attività al momento delle rispettive contestazioni). Le indagini, per ora, si concentrano sulla <strong>Serie B</strong> e le altre serie minori. Atalanta, Novara e Siena, deferite per illeciti risalenti alla passata serie cadetta, sono state rinviate a giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le squadre di B </strong>deferite sono dieci: Albinoleffe, Ascoli, Empoli, Grosseto, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Reggina e Samp. Per tutte le squadre coinvolte, tranne l’Empoli, si parla di responsabilità oggettiva, mentre per la società toscana si tratta di responsabilità presunta. Complicata la posizione dei blucerchiati, i quali si trovano invischiati nelle indagini a causa dell’attaccante <strong>Cristian Bertani</strong>. Il calciatore, però, all’epoca dei fatti incriminati, militava tra le fila del Novara. Per quanto riguarda le serie minori, sono nove le società coinvolte fra Lega Pro e Dilettanti: Ancona, Avesa Hsm, Cremonese, Frosinone, Monza, Piacenza, Ravenna, Rimini e Spezia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le partite</strong> sulle quali grava lo spettro della combine sono 33: 29 di serie B disputate in varie stagioni sportive, due di Tim Cup (Chievo-Novara della scorsa stagione e Cesena-Gubbio di quest’anno, la partita della denuncia di Farina) e due di Coppa Italia della Lega Pro giocate nella stagione sportiva 2010/2011 (Monza-Cremonese e Pisa-Monza).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Si preannuncia, quando siamo ormai a ridosso degli Europei, un’inchiesta in due turni: la commissione disciplinare fra il 17 e il 21 maggio e la corte di giustizia federale (secondo grado) entro la fine del mese (al massimo l’inizio di giugno) giudicheranno gli imputati della serie cadetta e di Lega Pro. Dopo gli Europei, invece, si terrà un secondo processo che riguarderà i club di <strong>Serie A</strong> deferiti, compresi quelli citati da <strong>Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio</strong> dinanzi ai magistrati di Cremona guidati dal pm Di Martino, ossia Lecce, Siena, Genoa, Chievo e Lazio, senza dimenticare il Bari di <strong>Andrea Masiello</strong>.</p>
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<p style="text-align: justify;">L’imperativo del procuratore federale <strong>Stefano Palazzi</strong> è evitare che il processo si sovrapponga mediaticamente agli Europei. Nel frattempo, comunque, Palazzi riceverà le carte delle Procure di Bari e di Napoli, e sentirà il presidente del Siena <strong>Massimo Mezzaroma</strong> (la cui audizione è stata posticipata a metà maggio per motivi di salute) e l’ex allenatore del Siena <strong>Antonio Conte</strong>, il quale sarà ascoltato dopo la finale di Tim Cup con il Napoli, il 20 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vista la situazione, non è improbabile, dunque, che sia i playoff che i playout di Serie B possano essere rimandati.</p>
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<p style="text-align: justify;">Giovanni Gaeta</p>
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