GRAVINA IN PUGLIA (BARI), 27 FEBBRAIO – Salvatore e Francesco Pappalardi furono uccisi, vittime di una crudele prova di coraggio a cui furono costretti da ragazzi più grandi. Lo crede fermamente Rosa Carlucci, la mamma dei due fratelli di Gravina in Puglia (Ba) scomparsi il 5 giugno del 2006 ed i cui corpi sono stati rinvenuti il 25 febbraio 2008, nella cisterna di un vecchio palazzo dove i ragazzi del posto usavano andare a giocare.

Avevano solo 13 e 11 anni, Ciccio e Tore. Per quasi due anni gli investigatori li cercarono dappertutto, fino in Romania seguendo la pista del rapimento, quando in realtà i due bambini si trovavano vicinissimi a casa, caduti in un pozzo che per 20 mesi nascose i loro corpi.

La Carlucci, dopo la decisione della Procura di Bari di riaprire le indagini, ha rilasciato un’intervista a Domenica 5, affermando che la morte dei figli non sia stata un incidente, ma un omicidio nel quale risulterebbero coinvolti non solo alcuni bulli del paese, ma anche i loro genitori o qualche altro adulto. “Questi ragazzi hanno osato troppo con la prova di coraggio e c’è stata la complicità di qualcuno che ha sempre taciuto”, ha dichiarato la donna.

Intervistata telefonicamente da Federica Panicucci,  la donna ha esposto i suoi sospetti emersi al momento dell’autopsia del figlio Francesco: “Un arto era completamente distaccato dal resto del corpo e questo è uno degli indizi per i quali abbiamo chiesto, se sarà necessaria, la riesumazione”. A questo proposito, comunque, il procuratore di Bari, Antonio Laudati, ha dichiarato che una riesumazione non è tecnicamente possibile, né avrebbe senso.

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La donna, inoltre, è convinta che, al momento di cadere nel pozzo, i suoi figli non fossero soli, perché su una parete della cisterna in cui furono ritrovati c’era la scritta “papà”, con una grafia che non apparteneva a nessuno dei due fratelli. La Carlucci si spinge ad affermare che i due bambini siano stati “scaraventati” nel pozzo.

In base a questi sospetti, la donna ha chiesto la riapertura di una nuova inchiesta, che verterà sull’ipotesi che Ciccio e Tore siano stati obbligati da cinque ragazzi a scendere nel pozzo e che siano morti nel tentativo. I cinque ragazzi sospettati, oggi maggiorenni, sono comunque sottoposti a indagini preliminari da parte della Procura per i minorenni, che ha ricevuto dagli uffici della procura ordinaria una parte del fascicolo.

Non è la prima volta che Rosa Carlucci rilascia dichiarazioni in un programma tv: infatti, a diversi mesi della tragedia, la donna fu ospite di Salvo Sottile in Quarto Grado. Dopo la proiezione di un servizio, in cui si mostrava come nel 2006 fosse stata sospettata per la sparizione dei bambini, la Carlucci esclamò: “Ho subito sedici ore di interrogatorio e sono anche stata malmenata dagli organi inquirenti”.

Giovanni Gaeta