ROMA, 26 FEBBRAIO – Peggiora la situazione per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri del battaglione S. Marco che sono stati arrestati in India con l’accusa di aver ucciso i due pescatori scambiandoli per pirati. I due militari sono stati iscritti sul registro degli indagati per omicidio volontario dalla procura di Roma, la quale, dunque, ha modificato l’ipotesi di reato del fascicolo, che inizialmente era stato aperto per tentato abbordaggio, ossia pirateria navale.

Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti giudiziari, questo cambiamento costituisce un “atto dovuto” alla luce delle risultanze dei fatti indicati nell’informativa inviata nelle ultime ore alla magistratura dalla Farnesina. Le indagini sono affidate al pubblico ministero Francesco Scavo.

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Intanto, a Kochi, proseguono le indagini della polizia indiana, alle quali hanno partecipato anche rappresentanti italiani. Nella giornata di ieri, lo Special Investigation Team guidato da Ajit Kumar, commissario della polizia di Kochi, ha condotto una lunga perquisizione della petroliera italiana Enrica Lexie, la nave su cui erano in servizio i due marò. Al team si sono aggiunti anche due esperti di balistica dei Carabinieri, i maggiori del Cis, Paolo Fratini e Luca Flebus. Dopo 15 ore di indagine, la polizia indiana ha sequestrato 4 casse di materiale. Fra gli oggetti sequestrati ci sono le armi dei due marò, che saranno sottoposte a perizia, alle quali parteciperanno anche i due ufficiali del Cis, per accertare se hanno davvero colpito i due pescatori. Le indagini, secondo le parole di Kumar, si sposteranno adesso sull’imbarcazione indiana attaccata dai due fucilieri.

I due militari, intanto, restano agli arresti in un bungalow della polizia indiana a Kochi.

Giovanni Gaeta