ROMA, 24 FEBBRAIO – Secondo Ludovica Perrone, amante ed ex recluta di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore voleva lasciare la moglie Melania Rea, trovata morta lo scorso aprile nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).

Nel maggio del 2011 la Perrone venne ascoltata come persona informata dei fatti dagli inquirenti sull’omicidio di Melania. L’interrogatorio durò circa otto ore, nelle quali l’ex recluta ricostruì la sua relazione con Parolisi: “Salvatore era deciso alla lasciare la moglie per me”. Questo, tuttavia, non significava che il militare avrebbe lasciato la moglie immediatamente. A proposito della telefonata che Parolisi fece il giorno precedente alla scomparsa di Melania, nella quale il caporalmaggiore avrebbe affermato “Domani la lascio e sistemo tutto”, la Perrone spiegò che “Non era proprio voler dire domani la lascio, non c’era nessuna pratica di avvocato, era la solita cosa delle altre volte: fra un paio di giorni, quando veniamo da quelle parti, ti vengo a trovare, stiamo insieme un paio di giorni”.

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La donna, inoltre, è convinta che “Se non avesse incontrato me tutto sarebbe continuato nella sua normalità. Anche se non fossi spuntata fuori io, sono convinta che avrebbe continuato come ha sempre fatto“. Ossia a tradire la moglie, anche con storie di una notte. Alla domanda se Parolisi fosse combattuto tra lei e la moglie, la soldatessa rispose sicura che il militare avesse scelto lei.

(Alcune parti dell’interrogatorio verranno trasmesse questa sera su Quarto Grado, in onda su Rete4 alle 21.10.)

Ludovica Perrone è la protagonista del libro La donna del soldato, scritto dai giornalisti Grazia Longo e Roberto Tallei, che ripercorre l’inchiesta sull’omicidio della Rea. Nel libro la soldatessa definisce il caporalmaggiore “un don Giovanni che si è sempre destreggiato tra una bugia e l’altra”, ma non un assassino.

Il processo a Parolisi, accusato di omicidio pluriaggravato e vilipendio di cadavere, è previsto per il 27 febbraio.

Melania Rea