ROMA, 22 FEBBRAIO – Bufera sulla sanità della Capitale. I senatori Ignazio Marino (Pd) e Domenico Gramazio (Pdl), in un “blitz” effettuato al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, hanno trovato una signora di 59 anni legata alla barella con delle lenzuola e senza nutrizione da quattro giorni. La donna, rimasta in coma dopo un trauma cranico, aveva solo la flebo con l’acqua fisiologica ed era in attesa di ricovero nella cosiddetta “piazzetta”, l’area del pronto soccorso dove vengono lasciati i pazienti in mancanza di posti letto per i ricoveri. Secondo i due senatori, nella “piazzetta” c’erano almeno 20 persone, con le barelle una accanto all’altra, quando ci sarebbe spazio solo per 8 malati. Marino ha detto che presenterà denuncia contro l’ospedale, mentre il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha disposto l’invio d’urgenza di una visita ispettiva al Policlinico.

Tramite un comunicato, l’Umberto I ha replicato che la donna è stata legata “per evitare azioni autolesive e il pericolo di cadute” e che “i familiari erano sin dall’inizio informati della grave situazione e del trattamento assistenziale a cui veniva sottoposta”.

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Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, getta acqua sul fuoco, dichiarando che “alla donna è stata data assistenza corretta” e che, “i cittadini del Lazio possono continuare a fidarsi della sanità pubblica”. La Polverini, comunque, ha convocato il direttore generale del Policlinico, Antonio Capparelli. Quest’ultimo ha disposto un provvedimento di sospensione dalle funzioni per 90 giorni del direttore del Dea (Dipartimento emergenze e accettazione), Claudio Modini, e del coordinatore dell’area medica Dea, Giuliano Bertazzoni.

Bertazzoni si difende dalla accuse: “La paziente è stata trattenuta per fare tutti gli esami rapidamente e con il budget a disposizione non possiamo fare altro”. Destano scalpore le dichiarazioni di Modini: “E’ una cosa che capita spesso, del resto il problema della mancanza di posti per il ricovero non è una novità. Bisogna risolvere queste situazioni”.

Giovanni Gaeta