BASSANO DEL GRAPPA, 19 FEBBRAIO – Nei giorni scorsi, presso l’istituto per Ragionieri L. Einaudi di Bassano del grappa, due quindicenni sono stati sorpresi in atteggiamenti intimi dentro al bagno della scuola. Il compagno di classe del ragazzo, è entrato nel bagno, ha aperto la porta della toilette e si è trovato davanti al flirt. Il quindicenne non ha potuto resistere alla tentazione di raccontare agli altri compagni la sorprendente scoperta. Dopo poco tempo la voce è arrivata ai professori ed al preside, il professor Giovanni Pone, che ha preso subito provvedimenti.

Fino a qui, niente di eclatante. Il problema è nato, però, proprio quando i provvedimenti si sono palesati. Al ragazzo l’atteggiamento intimo con la “fidanzatina” è costato un giorno di sospensione, alla ragazza ben 4. Il motivo di tale disparità di trattamento è rimasto incomprensibile ai più. Da un lato c’è chi spiega il fatto asserendo che la presenza della ragazza nel bagno dei maschi abbia influito nella decisione del preside (sembra proprio essere la sua posizione ufficiale, ma non è stata confermata). Ciò significa che il recarsi nel bagno dell’altro sesso costa ben tre giorni di sospensione, mentre fare sesso nel bagno della scuola solo uno. Dall’altro c’è chi spiega la diversità osservando che la ragazza aveva una condotta comportamentale non proprio ineccepibile. Di sicuro la differenza è stata troppa e anche una sospensione che mette a rischio l’intero hanno dei due studenti sembra essere una punizione eccessivamente drastica.

Sulla vicenda molti sono stati i commenti. Giuseppina Tucci, responsabile sessualità dell’Unione degli Studenti , condanna il comportamento del Preside «già di per sé bisognerebbe concentrare l’attenzione su una punizione evidentemente esagerata, illegittima e soprattutto squilibrata inflitta allo studente e alla studentessa», ma ancora più deprecabile è l’atteggiamento che la scuola ha nei confronti del sesso, atteggiamento, secondo Tucci,  bigotto e autoritario. Di diverso avviso l’assessore della provincia di Vicenza Morena Martini, che difende il Preside dalla accuse di sessismo. «Conosco troppo bene il preside», ha detto l’assessore, «è una persona che non si lascia trascinare dall’emotività, per questo penso che nella diversa punizione inflitta ai due ragazzini si sia tenuto conto anche di altre cose». Sono attese nei prossimi giorni le spiegazioni del Preside, solo allora avremmo la possibilità di stabilire con certezza la ratio che ha determinato le punizioni.

Luca Bresciani