L’AQUILA, 16 GENNAIO – Il Pm David Mancini ha scritto sul registro degli indagati i quattro giovani, tre dei quali sono militari, due avellinesi e un aquilano, in forza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui; anche una ragazza, forse compagna del militare aquilano, compare nel fascicolo di accusa di stupro avvenuto tra sabato e domenica fuori dalla discoteca Guernica di Pizzoli.

Già domenica scorsa i quattro sono stati interrogati, ma per loro non si era ancora formalizzata l’accusa. Nonostante il massimo riservo degli inquirenti, uno dei due avellinesi sembra il principale indiziato, infatti dapprima il giovane avrebbe negato, poi avrebbe ammesso l’atto sessuale consumato con la studentessa laziale. Ha sostenuto, però, che la studentessa sarebbe stata consenziente. Dai primi interrogatori sarebbero emerse molte contraddizioni sulla dinamica dei fatti e ciò ha sicuramente aggravato le rispettive posizioni dei sospettati. Il giovane campano era stato trovato vicino al corpo della studentessa, privo di sensi, in una pozza di sangue e seminuda, con la camicia e una mano sporche di sangue dal proprietario del locale e da un buttafuori verso le 03:30 di domenica, prima dell’arrivo dei soccorsi.

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Gli inquirenti stanno battendo la pista della pratica sessuale estrema. Le ferite interne ed esterne, emerse dagli esami sul corpo della donna, non fanno pensare ad un rapporto sessuale ordinario. Si pensa ad un bastone o ad un oggetto simile con il quale sia stata consumata la violenza. Non si esclude la violenza di gruppo perpetrata da due o più uomini. Gli inquirenti restano in attesa dei primi risultati dei test scientifici del gruppo RIS di Roma che potrebbero fare maggiore luce sulla vicenda. È stata interrogata anche la migliore amica della studentessa come persona informata dei fatti, la ragazza avrebbe lasciato il locale circa un ora prima della violenza.

Le condizioni della vittima.

La studentessa laziale sembra migliorare, ma rimane ancora in forte stato confusionale. Sembra ricordare poco o nulla sull’accaduto. Ancora ricoverato presso il reparto di ginecologia de L’Aquila dove è seguita da un team di psicologi e dai genitori. Al momento del ricovero la giovane avrebbe fatto registrare un tasso alcol nel sangue molto alto, ciò ha spinto gli inquirenti a pensare che sia stata costretta a bere, ma non si sono riscontrate tracce di sostanze stupefacenti. La giovane non ha ancora sporto denuncia nei confronti di nessuno, con ogni probabilità proprio a causa del grosso trauma vissuto.

Luca Bresciani