BERGAMO, 11 FEBBRAIO – “Sarà un lavoro lungo e meticoloso”. Questo il pensiero dei detective di Bergamo Alta che indagano sulla morte di Yara Gambirasio. La pista seguita potrebbe essere quella giusta, l’unica via per dare finalmente un volto al killer della 13enne di Brembate di Sopra, ovvero quella di ricercare e catalogare tutti i dna parentali dell’uomo che abita in provincia di Bergamo, già stato ascoltato a lungo dagli inquirenti, il cui profilo genetico ha mostrato alcuni punti di contatto con quello del killer che ha ucciso Yara.

Una ricerca lunghissima e molto ampia che si sta allargando anche a gradi lontanissimi di parentela nella cerchia familiare di questo misterioso uomo.

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La procura di Bergamo, nei scorsi giorni, ha disposto le intercettazioni telefoniche su nuove 10 utenze telefoniche che si trovavano nella zona di Brembate quando Yara è scomparsa.

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi tra un consigliere regionale e il contestato pm Letizia Ruggeri, che ha immediatamente annunciato una querela, i genitori di Yara nell’incontro di mercoledì in Procura hanno confermato fiducia e stima nei confronti degli inquirenti, decidendo anche di non opporsi alla richiesta di archiviazione del caso per Mohammed Fikri, l’operaio marocchino arrestato per un errore di traduzione.

Redazione