Bambino lanciato dal padre nel Tevere

Roma, 6 Febbraio – Ha parlato la nonna di Claudio F., il bambino di 18 mesi che ieri è stato lanciato dal padre nel Tevere.

La donna, Rita Maccarelli, riferendosi al reo confesso ventiseienne ha detto «Non è un pazzo, come lui stesso si definisce. È solo un uomo violento e un padre padrone. Massacrava di botte mia figlia. Adesso Claudia è in ospedale, sia per le botte, sia perché non sta bene, è anoressica. Claudia non sa che il bambino è morto né sa della tragedia accaduta».

Risale a poco tempo fa l’ultima aggressione da parte di Fabrizio Franceschelli alla compagna: l’aveva ferita con un coltello e lei aveva subito un profondo stato di shock, non riuscendo nemmeno a riconoscere le persone. Per queste ragioni Claudia era tornata a vivere a casa con la madre e la sorella ed aveva voluto fortemente che Claudio, il piccolo, fosse affidato a loro e tenuto lontano dal padre.

Il racconto della nonna Rita Maccarelli

«Quando ieri è arrivato – dice ancora la signora Rita – io non avevo capito la gravità della situazione finché non ha afferrato il bambino di peso e lo ha gettato a terra nella neve davanti al portone di casa. Dopo di che è scappato col bambino, io l’ho rincorso ma lui è arrivato sul lungotevere e lo ha appoggiato sul muretto. Poi lo ha spinto giù».

[ad#Google Adsense]

Nel tentavo di fermare l’uomo anche la nonna ha subito delle lesioni: distorsione a un dito e una sospetta frattura al braccio. I medici dell’ospedale Santo Spirito di Roma l’hanno giudicata guaribile in 30 giorni.

«Adesso ho paura per mia figlia, perché lui ha scritto un messaggio in cui dice che  “con Claudio e Claudia la fine del mondo”. Non voglio che lui esca dal carcere, ho paura!». Conclude così la sua intervista la signora Maccarelli.

Intanto non è stato ancora trovato il corpo del piccolo, nonostante per tutta la giornata di oggi siano continuate le operazioni di dragaggio del fiume.

Raffaele Sebastiano Rosa