TARANTO, 04 FEBBRAIO – Nell’aria, oltre il freddo siberiano che sta colpendo l’Italia, si sente anche il rumore di un repentino arrampicamento sugli specchi. E già, perchè ad Avetrana altri elementi emergono, e che siano più o meno importanti non importa, riescono comunque a far parlare di se.

È la volta, questa, di nuove foto, inedite, scottanti direbbero alcuni. Protagonista? Il bell’Ivano, oggetto del desiderio, forse conteso, forse no, immortalato a torso nudo, al fianco della così discussa Sabrina. E chi avrebbe scattato queste foto? Proprio la povera Sarah, qualche giorno prima di essere brutalmente uccisa.

Tutto ciò dimostrerebbe la grande confidenza instaurata tra il ragazzo e le due cugine. Motivo questo che avrebbe spinto sabrina alla matta gelosia e il conseguente omicidio? Una tesi che però è stata decisamente respinta da Ivano (nel processo compare solo come teste) il quale comunque non ha negato che a scattare le foto sia stata la povera Sarah. A suo dire si tratterebbe di scatti normalissimi che non nascondono nulla di strano. «Io ero a torso nudo – ha spiegato ai magistrati- perché nello studio di Sabrina mi sottoponevo a delle sedute di massaggi per la cura della cervicale».

Una spiegazione che potrebbe essere la pura verità ma che allo stesso tempo non esclude, ma semmai conferma, il rapporto di grande confidenza che si era creato non solo con Sabrina ma anche con la cugina Sarah. E soprattutto non esclude che, al di là dell’ingenuità del gesto, quelle foto possano aggiungere un tassello di verità per comprendere la genesi della tragedia di Avetrana.

Quelle foto, assolutamente inedite, tre giorni fa sono state mostrare in aula nel processo che si celebra davanti ai giudici della Corte d’Assise di Taranto e riprese anche dalla trasmissione Rai «La vita in diretta». I periti le hanno recuperate dalla memoria del cellulare sequestrato a Sabrina Misseri e fanno parte di un gruppo di 13 foto scattate nello studio di estetista della stessa Sabrina e a detta dei pubblici misteri dimostrerebbero il rapporto di grande intimità che si era creato tra i tre ragazzi.

Che sia un buon movente? Non si sa, ma certamente ne sentiremo ancora parlare.

Alessandra Scarciglia