TARANTO, 17 GENNAIO – Si è conclusa nel tardo pomeriggio la seconda udienza della Corte d’Assise di Taranto impegnata a giudicare i responsabili del brutale assassinio della piccola Sarah Scazzi, scomparsa il 26 agosto del 2010.

Tutto ruota attorno alla gelosia, movente non esplicitamente dichiarato del delitto. La causa scatenante del raptus omicida sarebbe Ivano Russo, il ragazzo di Avetrana in qualche conteso tra le bionda Sarah e la cugina Sabrina Misseri. Il pasticciere ‘rubacuori, in aula dalle prime ore della mattinata , ha fornito la sua testimonianza sui fatti alla giuria. Insieme a lui sono state chiamate a testimoniare anche Stefania de Luca ed Angela Cimino, due ragazze appartenenti alla stessa comitiva di giovani frequentata da Sarah, Ivano e Sabrina.

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L’avvocato difensore di Sabrina e della madre Cosima, Nicola Marsaglia ha chiesto ed ottenuto dalla corte che le sue assistite possano assistere all’udienza in aula, al banco della difesa, piuttosto che dalla loro cella come nell’ultima occasione, sedute quindi a breve distanza da Michele Misseri. Marsaglia ha presentato alla corte come prova una serie di nuove lettere a moglie e figlia scritte dal contadino di Avetrana.

La corte presieduta da Cesarina Trunfio, con a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari, è chiamata a giudicare su nove imputati, tra cui Sabrina e Cosima che sono accusate di crimini che vanno dal sequestro all’omicido con annessa soppressione di cadavere, unica accusa per ora imputata allo zio Michele. Erano presenti in aula anche i genitori ed il fratello di Sarah, nella speranza che si faccia almeno un altro passo verso la giustizia dovuta alla memoria della ragazza.

Matteo Borile