TARANTO, 9 GENNAIO – Riprende domani il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, che vede tra i nove imputati, Sabrina e Cosima accusate di omicidio e Michele Misseri accusato di occultamento di cadavere. Un processo lungo e travagliato, caratterizzato da una ritrattazione all’altra.

Sabrina, parla e si dispera. Continua a ribadire la sua innocenza e l’odio verso quel padre che ingiustamente l’avrebbe tirata in ballo. «Io amavo Sarah e non le avrei mai fatto del male», piange Sabrina nella cella che divide con la madre.

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La scena sarebbe tutta sua, se volesse. Come nell’estate di due anni fa. Ma non è più quella ragazza spavalda e sicura di sé. E’ convinta di rischiare l’ergastolo. Intanto fa sapere: non voglio foto e non voglio essere ripresa. Non ha nessuna voglia, Sabrina, di “fare la tigre in gabbia”, come scrive il “Corriere della Sera”. Non vuole essere la regina della scena, e preferisce tenersi lontano da giornalisti e fotografi. Tanto che al suo avvocato, Nicola Marseglia, ha chiesto di fare di tutto per evitare che da quell’aula di tribunale a Taranto, dove da domani comincerà il processo per il delitto Scazzi, esca una sola immagine.

Fra accusa e difesa, se saranno ammessi tutti, sfileranno davanti alla Corte più o meno trecento testimoni. «Voglio guadarli negli occhi ad uno ad uno quando racconteranno bugie» promette Sabrina. «Voglio prendere nota di ogni dettaglio, voglio fare l’elenco di tutte le assurdità di questa storia».

Domani quindi inizia un nuovo capitolo, o tristemente continuerà ciò che è accaduto finora? Accuse palleggiate e dichiarazioni ritrattate. Intanto gli indagati, nove in tutto, compresi parenti e avvocati, tutti in concorso contro la giustizia e le indagini, si preparano al verdetto, o comunque a questo lungo e travagliato processo.

Ma la verità continua a non emergere e la prova regina, quella che scioglie tutti i nodi, rimane sempre celata agli occhi dei più. La domanda è sempre la stessa: cosa sarà accaduto in quei dieci minuti che hanno spezzato i sogni e la vita di una solare quindicenne?

Alessandra Scarciglia