TERAMO, 01 DICEMBRE – Le indagini sul caso Rea dovrebbero essere chiuse per Natale, al più, per gennaio. Questo secondo gli inquirenti che continuano a ritenere unico colpevole Salvatore Parolisi, marito della vittima. Ora, nel tempo che rimane, bisogna ascoltare le intercettazioni, le persone informate sui fatti, attendere i risultati degli ultimi esami della scientifica. Ma l’attenzione la raccolgono senz’altro le intercettazioni.

Tra l’ingente mole di intercettazioni spuntano fuori frasi incomprensibili di Salvatore. C’è ad esempio una conversazione ascoltata dagli inquirenti in cui il caporal maggiore parla di Melania con sua sorella. Non si capisce a cosa possa riferirsi (e se il suo sia solo l’ennesimo tentativo di depistaggio) ma sorge il dubbio che l’uomo abbia forse le idee chiare su cosa possa essere accaduto.

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Parolisi parla di possibili provvedimenti disciplinari non solo nei suoi confronti, ma anche nei confronti di altri colleghi per non avere rispettato il divieto di intrattenere relazioni con le allieve: «se ora esce fuori pure qualche altro…» dice Salvatore. «Qualche altro cliente» completa la sorella. E lo stesso Salvatore ammette «mi dispiace che ci ha rimesso Melania», una fase che fa pensare che forse ci sia qualche segreto scottante di cui la moglie era venuta a conoscenza. Lo scenario delineato dagli investigatori sembra escludere questa ipotesi. Quello che è certo, però, è che il quadro emerso dei rapporti tra istruttori e soldatesse ha rimesso in discussione di avere ad Ascoli una caserma, l’unica in Italia, interamente femminile. E sono scattati accertamenti interni. E in queste ore non si scarta nemmeno l’ipotesi che Parolisi abbia avuto un complice, che potrebbe averlo aiutato almeno a depistare le indagini. Gli inquirenti non scartano la possibilità dell’aiuto di un militare della caserma vista anche la presenza anomala di Parolisi al Reggimento nei giorni della scomparsa di Melania.

E poi, fa scalpore un’altra, una più inquietante, più triste, più esaustiva forse. “Lei deve sparire dalla mia vita in una settimana”. E’ il contenuto inquietante riferito a Melania Rea e pronunciato da Salvatore Parolisi in una conversazione con l’amante Ludovica.

Ma allora Salvatore voleva morta Melania? Ludovica sa? Oppure lui sa il destino che l’ha colpita? Troppe domande, forse qualche supposizione, ma nulla di più. Tutto avvolto dal mistero, un mistero che ha circondato un uomo che continua a professarsi innocente.

Alessandra Scarciglia