TARANTO, 26 NOV. – «Mi pare che io ho detto: perché lo hai fatto? E lei ha detto: veramente stava dando nu picca di fastidio. Ho detto io: Va bè, c’è bisogno che ammazzi la bambina?. E lei: però è scivolata, non la volevo… è scivolata e… siccome che è scivolata così, indietro, è caduta per terra, però…», racconta Michele Misseri nel corso dell’incidente probatorio del 15 novembre riferendo di un colloquio chiarificatore avuto con la figlia Sabrina la sera dopo l’omicidio della piccola Sarah.

«E poi da quella seconda sera di questo colloquio ne avete parlato altre volte?», gli chiede il gip Martino Rosati?. Misseri: «Qualche altra volta… qualche volta mi pare che ha detto che si attaccava troppo a Ivano». Il riferimento è al possibile movente che avrebbe scatenato l’omicidio. «Non gli ho chiesto più niente – ha aggiunto Michele – perché alla fine mi sono chiuso dentro di me… mi volevo costituire e non avevo il coraggio… stavo male, proprio male».

Redazione