TARANTO, 24 NOV.L’interrogatorio di una persona informata sui fatti e una verifica in un istituto di credito di Avetrana, in provincia di Taranto, sono gli atti svolti ieri dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto.

Nel primo caso si tratterebbe di una persona che gli investigatori, ritengono ”non di grande rilievo” nel contesto delle indagini, il cui contributo serve evidentemente a definire alcuni dettagli. Nel secondo caso i carabinieri hanno verificato, ponendo alcune domande a un funzionario del Credito Cooperativo di Avetrana, se è vero che la mattina del 26 agosto la signora Cosima Serrano, la madre di Sabrina Misseri, che ha sempre raccontato agli investigatori di essere andata nei campi a lavorare, abbia versato invece due assegni in banca.

Lunedì sera sia Cosima che la figlia Valentina hanno rilasciato dichiarazioni spontanee nella sede del Comando Provinciale dell’Arma a Taranto. Le due donne, secondo fonti locali, si sono soffermate in particolare sulle condizioni psicologiche di Michele Misseri, rispettivamente marito e padre, grande accusatore di Sabrina, dopo essere andate a trovarlo in mattinata nel penitenziario della capoluogo jonico.

Le indagini, dunque, continuano anche dopo l’incidente probatorio fiume e le motivazioni del tribunale del Riesame. Finché non si concluderanno il quadro accusatorio nei confronti sia del padre sia della figlia non cambia.

Gli inquirenti, oltre ad approfondire il ruolo di Cosima nella vicenda, stanno cercando dati obiettivi che consentano di anticipare l’orario del delitto, non credendo alla versione dei fatti rappresentata sin dall’inizio da Sabrina. Questo anche alla luce del particolare raccontato da Michele Misseri e ribadito durante l’interrogatorio nell’ambito dell’incidente probatorio di venerdì scorso, nel corso del quale l’uomo ha detto che quando scese nel garage, chiamato da Sabrina, trovò il corpo della nipote Sarah già freddo.

Redazione Centrale