AVETRANA, 1 NOV. – Ombre, veleni e scontri a distanza: il giallo di Avetrana si arricchisce tutto i giorni di nuovi particolari e personaggi, che si alternano nel ruolo di protagonista assoluto della vicenda.
Il personaggio del giorno è senza dubbio Valentina Misseri, che nell’ultima settimana ha preso in mano le redini della famiglia di via Grazia Deledda, , cercando persino di convincere il padre a cambiare legale, solo perché probabilmente era venuta a conoscenza di una prossima versione dei fatti in cui avrebbe potuto “regalare” dettagli molto più agghiaccianti.

La 26enne di Avetrana ha iniziato una campagna di rivalutazione della sorella Sabrina, principale indagata con il padre Michele, nell’omicidio della 15enne Sarah Scazzi.

Nella lettera inviata in esclusiva al programma di Giletti, l’Arena, Valentina prosegue il suo duello a distanza con Concetta Scazzi, assolutamente certa della colpevolezza di Sabrina.

Il pressing di Valentina sull’innocenza di Sabrina sta divenendo insistente e, allo stesso tempo, la giovane continua a infangare il nome del padre.

Secondo fonti provenienti dalla capitale, dai reperti analizzati dai Ris di Roma potrebbero emergere indizi in grado di scagionare lo zio di Sarah. Tutti i giornali invece puntano il dito contro Sabrina da quando i tabulati telefonici hanno testimoniato la sua presenza vicino al pozzo di contrada Mosca.
Il mistero continua…

Lettera Integrale Valentina Misseri a Concetta Serrano Spagnolo

“Quello che non capisco – scrive Valentina – è perché tu sei così sicura che Sabrina sia colpevole. Quando papà è stato arrestato nella mia mente avevo un puzzle con qualche tassello mancante. Pian piano ho aggiunto i pezzi mancanti e il puzzle è stato completato. Tutto tornava. Per questo non ho mai fatto niente per difendere papà. Per Sabrina, invece, non esiste un puzzle. Zia – garantisce Valentina – voglio che tu capisca una cosa. Se Sabrina c’ entrasse qualcosa con la morte di Sarah, non mi sarei data tanto da fare perché sono la prima a chiedere giustizia per Sarah…invece Sabrina è innocente”. “In quei 42 giorni – prosegue poi accusando nuovamente il padre, reo confesso dell’omicidio e che ha poi chiamato in correità la figlia Sabrina – quante volte hai visto mio padre a casa tua? Solo due. Secondo te, perché? Lui aveva la coscienza sporca, sapeva quello che aveva fatto. Non ti chiederemo mai di perdonare papà…neanche noi l’abbiamo fatto. Quando sono andata a trovarlo gli ho detto che quello che aveva fatto a Sarah è imperdonabile e per questo merita di stare in carcere…ma è mio padre – si giustifica – e non posso abbandonarlo. Per 28 anni è stato un padre meraviglioso…non posso cancellare tutti questi anni”

Redazione