VERONA, 20 SETTEMBRE –  E’ giallo sui due cadaveri, un uomo e una donna, rinvenuti di ieri nel lago di Garda, in località Peschiera del Garda. I dettagli relativi al loro ritrovamento creano sgomento: entrambi infatti avevano la testa chiusa in un sacchetto di plastica ed erano avvolti da cartone.

L’uomo è stato ritrovato dai dipendenti del bar Centrale che, notando un grosso involucro incastrato tra la piattaforma esterna del locale e l’argine del fiume, hanno subito telefonato ai Carabinieri. Dai primi esami risulta che il cadavere doveva avere 70-75 anni, non presenta segni di violenza e, a parte una maglietta, non aveva indosso nessun effetto personale. Le mani erano legate dietro alla schiena e l’involucro che lo ricopriva era fissato con delle corde.

La donna è stata ritrovata a 150 metri di distanza dai titolari della pizzeria La vela sulla riva del Canale di Mezzo. I coniugi Bertoldi hanno visto una massa ingombrante tra le alghe e l’hanno tirata a riva con un rampino. Quando dall’acqua è affiorato un braccio gonfio, hanno immediatamente chiamato le Forze dell’Ordine. Di età tra i 60 e i 65 anni, il secondo corpo, anch’esso con le mani legate, indossava una polo blu e una gonna rossa e nel reggiseno nascondeva due rotoli di banconote di 120 e 80 euro.

Secondo gli inquirenti i cadaveri, prima del loro ritrovamento, potrebbero aver percorso diversi chilometri a causa delle forti correnti presenti nel lago a causa delle piogge dei giorni scorsi. L’individuazione del luogo di provenienza dei deceduti è complicata dal fatto che a Peschiera il lago si dirama in tre distinti corsi d’acqua: al momento l’unica ipotesi formulata è che le morti possano essere avvenuto per strangolamento.

Sara Marini