IMPERIA, 17 SETT. – L’ ultimo avvistamento della giovanissima Sarah è ad Imperia alle 17 circa del pomeriggio. C’è chi è pronto a giurare che l’adolescente era li; i carabinieri, tuttavia, sono cauti nel credere alla notizia. Si, perchè tutti la vedono, ma nessuno la ferma, dice uno di loro, impegnato dal 26 agosto nella ricerca della ragazza.

Intanto, la madre, Concetta Serrano, davanti alle telecamere lancia un appello a Giorgio Napolitano: “A 23 giorni dalla scomparsa di mia figlia – ha detto – mi rivolgo al Presidente della Repubblica e al Ministro della Difesa affinché, se fosse possibile, vengano rafforzati uomini e mezzi per le ricerche”. Dalle sue parole traspare, però, il timore comprensibile di non rivedere più la sua bambina. Un timore che, se realizzato, lascerebbe nella nostra memoria un’altra storia familiare inquietante; perchè la vicenda di Sarah è una vicenda senza lacrime e con tanti dubbi.

E’ la storia di una ragazzina con tanti sogni e tante paure, ma anche la storia di una famiglia, una famiglia normale come tante.

La storia di Sarah è la storia di ogni bambina che scompare, lasciando luci ed ombre su tutto ciò che ha fatto parte della sua vita. Luci ed ombre che hanno coinvolto gli amici ed i parenti della ragazza, luci ed ombre che spesso i giornali fomentano, calando su di essi una nebbia così fitta che non è più possibile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.

Così, la storia di Sarah è anche la storia dell’ennesimo caso giornalistico, ove – però – il reality show, anziché accendere i riflettori, donando così luce al nostro sguardo, li spegne, lasciandoci soltanto tanta confusione.

Valeria Castellano