NAPOLI, 14 SETT. – Alle prime luci dell’alba è stato liberato Antonio Buglione, l’imprenditore nolano rapito ieri. I carabinieri hanno trovato l’imprenditore legato con un catena al collo in una serra delle campagne di Maragliano, nel napoletano. Buglione sarebbe riuscito a liberarsi da solo. L’imprenditore avrebbe raggiunto una villetta poco distante chiedendo aiuto. La ricostruzione emerge dal racconto dei familiari.

IL SEQUESTROBuglione ha una ferita al sopracciglio, un occhio tumefatto, contusioni al torace. L’imprenditore, titolare di una serie di società di vigilanza privata, sarebbe stato rapito da un commando armato verso le 20 di ieri sera mentre stava facendo rientro a casa dopo aver trascorso alcune ore in un bar di Saviano, sua città natale. Gli investigatori inoltre ritengono che sia stato picchiato o sia rimasto contuso durante una colluttazione al momento del rapimento.

IL RISCATTO – I familiari avrebbero ricevuto una richiesta di riscatto da 5 milioni per liberarlo. L’imprenditore liberato, insieme al fratello Carmine, è titolare di diverse aziende campane. In particolare della International Security Service di Nola, una società di vigilanza già coinvolta in passato in indagini di camorra, e che all’inizio dell’anno è stata sottoposta a un provvedimento di interdizione da parte della Prefettura per «infiltrazione mafiosa». La Iss aveva anche vinto, in precedenza, l’appalto per la sicurezza del Consiglio Regionale della Campania.

NESSUN LEGAME CON PROCESSO – Nessun legame tra il sequestro di Buglione e la testimonianza che avrebbe dovuto rendere al processo al clan Fabbrocino, dice l’avv. Siciliano. Il penalista sottolinea che l’imprenditore nel procedimento e’ parte offesa e non si e’ costituito parte civile. ‘Buglione e’ un incensurato da 15 anni tormentato dai media’, sostiene. L’imprenditore intanto e’ stato portato via dalla caserma dei Carabinieri di Castello di Cisterna.

Massimiliano Riverso