NAPOLI, 13 SETT. – Antonio Buglione, originario di Saviano, è stato titolare di aziende attive nel campo della security, come la «Vigilante 2», successivamente trasformata in «International Security Service», impresa poi sottoposta a un controllo e un’interdizione antimafia da parte della Prefettura di Napoli. Si tratta di un istituto di primo livello nel campo della sicurezza. Tanto che nel 2005 i suoi vigilantes divennero la «guardia privata» della Regione Campania (con una delibera di 4,5 milioni dell’allora giunta regionale di Antonio Bassolino). Si tratta di una potenza imprenditoriale – secondo quanto riporta il “Corriere del Mezzogiorno” – probabilmente dovute anche ai rapporti con la politica: uno degli ultimi colpi, prima delle inchieste, fu quello dell’appalto per il denaro della allora Banca di Roma in Campania, conquistato con un maxi-ribasso.

[ad#Juice 250 x 250]In passato Buglione fu assolto nel corso di un maxi inchiesta anticamorra a carico del clan Alfieri, ma il tribunale (di cui Francesco Soviero era il giudice estensore) scrisse: « I rapporti con esponenti della criminalità, la gestione clientelare della cosa pubblica e i diffusi rapporti con esponenti politici dimostrano che ci troviamo di fronte a un uomo privo di scrupoli».

Antonio Buglione, nel febbraio 2008, fu coinvolto anche nella vicenda che riguardò l’ex consigliere del Pd , Roberto Conte, poi arrestato. Secondo la Procura, Buglione era uno dei grandi raccoglitori di voti che avevano favorito l’ascesa di Conte nel Pd. In quell’occasione, Buglione finì agli arresti domiciliari insieme al fratello Carmine.

Redazione

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