CERIGNOLA, 3 SETT. – Si è consegnato al commissariato di polizia di Cerignola poco prima delle 7 di ieri mattina in compagnia del suocero, consegnando anche l’arma utilizzata per uccidere la donna. Carmine Cucchiarale, 50 anni, è il principale indiziato per l’omicidio consumatosi sabato sera a Cerignola di Anna Perrucci.

A carico dell’uomo, ricercato dalla sera dell’omicidio, è stato immediatamente emesso un decreto di fermo da parte del sostituto procuratore del tribunale di Foggia, Paola De Martino.

Il presunto killer subito dopo essersi presentato al commissariato si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato confermando solo di essere stato lui a sparare sabato sera i colpi di pistola che hanno posto dine alla vita della la donna.

LA RICOSTRUZIONE – Si tratterebbe di un drammatico omicidio che, secondo la prima ricostruzione compiuta dagli investigatori, sarebbe maturato come diretta conseguenza di dissidi familiari, alterchi e dispute, i cui risvolti non sono stati ancora del tutto chiariti.

Secondo la ricostruzione fatta nei giorni scorsi dagli inquirenti, l’uomo – parente acquisito della donna – avrebbe sparato per rancori accumulati negli anni tra la propria famiglia e quella di Anna Perrucci. La donna, nell’agguato, fu colpita al cuore e all’altezza del collo e della testa. La bambina che teneva in braccio venne colpita all’addome: negli Ospedali Riuniti di Foggia fu sottoposta ad un intervento chirurgico: le sue condizioni ora non sono preoccupanti. Illesi il marito della donna e l’altro figlio della coppia, di cinque anni, che quando l’uomo sparò erano a pochi passi di distanza dalla donna. L’agguato avvenne quando Anna Perrucci, con marito e figli, stava uscendo dal portone della palazzina dove abitano i suoceri della donna e dove la famiglia aveva trascorso la serata.

Cucchiarale si è costituito alla polizia grazie soprattutto al lavoro svolto dagli investigatori nei confronti dei parenti dell’arrestato, convincendolo a consegnarsi. Un lavoro importante e prezioso poiché c’era il rischio che potesse scoppiare una nuova faida familiare.