MILANO, 3 SETT. – Una pistola calibro 22 per porre fine alla vita della donna che gli aveva dato tre figli. Al culmine di una lite scoppiato per l’affidamento dei piccoli Giuseppe Di Stefano, 28 anni, ha freddato la moglie dalla quale si stava separando, Teresa Patania, 30 anni, casalinga, nel cortile di un palazzo popolare di via Barrili, nel quartiere Stadera a Milano.

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LA SCENA DEL CRIMINE – Di Stefano ha primo affrontato la moglie in cortile, sparandole un colpo, gli altri due li ha esplosi mentre era già risalito in casa, dal balcone. I vicini hanno avvertito immediatamente la Polizia e, quando gli agenti sono arrivati, l’operaio aveva ancora in pugno la Beretta calibro 22 con matricola abrasa ed ha cominciato a minacciarli, puntando l’arma contro di loro.

La tensione ha rischiato di esplodere quando i parenti della vittima, che abitano numerosi nello stabile, hanno cominciato a inveire contro Di Stefano con intenzioni minacciose. Sono intervenute parecchie pattuglie della Questura e anche uomini del Reparto mobile, oltre ai volontari del 118 che non hanno potuto fare nulla, perché Teresa Patania era deceduta per le ferite riportate al torace e alla testa.

Gli agenti hanno anche indossato giubbetti antiproiettile, qualora Di Stefano avesse ricominciato a sparare. L’operaio, che si era barricato in casa, dopo un po’ si è arreso, ha gettato la pistola in cortile e si è consegnato definitivamente ai poliziotti.

Redazione

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