(A cura di Simone Luca Reale) – Quante volte si può morire? Un essere umano secondo le leggi biologiche può morire una volta sola. Non è così per la democrazia italiana. Dal dopoguerra ad oggi troppe volte è morta senza mai rinascere del tutto.

Oggi l’ennesimo lutto per la nostra democrazia. Cinquemila aquilani sfilavano per le strade della capitale con la mera intenzione di chiedere i propri diritti. Diritti riconosciuti dalla nostra Carta Suprema.

Dai microfoni di Sky tg24 un manifestante con la maglia zuppa di sangue e la testa spaccata dichiara che il loro unico obiettivo era quello di raggiungere il Parlamento per portare un pò di visibilità alle loro legittime richieste, per far conoscere, cioè, agli italiani la reale condizione in cui sono costretti a vivere da più di un anno gli aquilani. Realtà, che troppe volte viene nascosta da un sistema dei mezzi di informazione che manifesta sempre di più la tendenza ad assoggettarsi al potere tradendo il ruolo originario e più nobile che da esso ci si attendeva.

Dicevamo, quindi, che i manifestanti volevano raggiungere il Parlamento, il luogo in cui gli eletti dal popolo, dovrebbero fare gli interessi e risolvere i problemi del popolo stesso.

In una parola, governare. Una parola che è stata sostituita, nell’ottica di coloro che dovrebbero rappresentarci, con la parola “Comandare”. Ed è proprio da tale concezione del potere politico che abbiamo la generazione di quell’embrione distorto che fa nascere nelle stesse forze dell’ordine la convinzione che tutto sia lecito, anche la repressione armata contro dei nostri concittadini, se questi ultimi possono, con la loro protesta, recare imbarazzo alla classe dirigente.

E’ così che oggi, le forze dell’ordine bloccano i manifestanti prima a piazza Venezia, poi in via del Corso e ancora a piazza Colonna. Tre i manifestanti feriti: due ragazzi sono stati colpiti alla testa in via del Corso, un terzo ragazzo è stato malmenato durante il tentativo di forzare il primo posto di blocco in piazza Venezia.

Aggrediti, da coloro che dovrebbero garantire l’ordine, perchè volevano portare alla ribalta le proprie legittime istanze. L’ennesima morte della democrazia italiana.

Il leader dell’opposizione, Bersani, chiede a Maroni di riferire in Parlamento. Ma basterà questo?

Se la classe politica italiana ha veramente a cuore la sua stessa esistenza deve iniziare, da oggi, a pretendere senza se e senza ma, il rispetto dei principi costituzionali e per questo, deve chiedere le immediate dimissioni di Maroni e non ostacolare le inchieste giudiziarie che dovranno far piena luce sull’accaduto e punire i colpevoli.

Lo chiediamo a nome dei cittadini italiani. E diciamo se non lo volete fare per questi cittadini, fatelo per voi stessi, perché non sappiamo quanto potrà andare avanti un paese in cui oramai regna perenne una “illegalità legalizzata”.

[ad#Juice Banner][ad#Cpx Banner][ad#Cpx Popunder]