L’AQUILA, 1 LUG. – Pietro Taricone è stato sepolto nel cimitero del suo paese, vicino al nonno di cui portava il nome. All’entrata del paese si vede uno striscione “muore giovane chi è caro agli Dei, citazione del poeta greco Menandro. Questo striscione simboleggia il legame tra Taricone e i ragazzi di Casapound, associazione di estrema destra.

[ad#Edintorni 120 x 240][ad#Cpx Popunder][ad#Juice Overlay]Taricone aveva infatti fondato un gruppo di paracadutismo sportivo di Casapound dal nome non proprio pacifico: «Istinto rapace». Per simbolo avevano scelto insieme un artiglio, ispirandosi all’iconografia dei vecchi indiani d’America. In queste ore l’artiglio è comparso su diversi muri d’Italia: da Sassari a Bolzano, da Udine a Lamezia Terme, da Aosta a Palermo.

Non sono mancate le polemiche, che il Presidente del gruppo di estrema destra, Gianluca Iannone, ha tenuto a sciogliere “lui non era un fascista, era solo un uomo libero, per questo aveva voluto incontrarci, senza pregiudizi o preconcetti di sorta”.

Ma quando si spengono i riflettori, quando finiscono gli elogi e le inutili polemiche, rimane l’uomo, rimane una bimba di sei anni che ancora non sa della morte del proprio padre. Sophie, la figlia di 6 anni del “guerriero”, avuta con l’attrice polacca Kasia Smutniak, riceverà oggi la notizia della morte di suo padre, la madre cercherà di far capire alla propria piccola che suo padre non tornerà, ed è allora che le inutili polemiche perdono senso, che chiedersi se Taricone fosse o no legato all’ideologia di destra e di sinistra sembra stupido e pretenzioso.

Stefania Cugnetto

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